I VESTITI DEL RE
E non intendo disintossicarmi.
****
I'm addicted to freedom only.
And I'm not going to undergo any treatment.
martedì 26 gennaio 2010
sabato 16 gennaio 2010
HO ANCORA LA FORZA - Francesco Guccini
Ho ancora la forza che serve a camminare,
picchiare ancora contro per non lasciarmi stare
ho ancora quella forza che ti serve
quando dici: "Si comincia !"
E ho ancora la forza di guardarmi attorno
mischiando le parole con due pacchetti al giorno,
di farmi trovar lì da chi mi vuole
sempre nella mia camicia...
Abito sempre qui da me,
in questa stessa strada che non sai mai se c'è
e al mondo sono andato,
dal mondo son tornato sempre vivo...
Ho ancora la forza di starvi a raccontare
le mie storie di sempre, di come posso amare,
di tutti quegli sbagli che per un
motivo o l'altro so rifare...
E ho ancora la forza di chiedere anche scusa
o di incazzarmi ancora con la coscienza offesa,
di dirvi che comunque la mia parte
ve la posso garantire...
Abito sempre qui da me,
in questa stessa strada che non sai mai se c'è
nel mondo sono andato,
dal mondo son tornato sempre vivo...
Ho ancora la forza di non tirarmi indietro,
di scegliermi la vita masticando ogni metro,
di far la conta degli amici andati e dire:
"Ci vediam più tardi ..."
E ho ancora la forza di scegliere parole
per gioco, per il gusto di potermi sfogare
perché, che piaccia o no, è capitato
che sia quello che so fare...
Abito sempre qui da me,
in questa stessa strada che non sai mai se c'è
col mondo sono andato
e col mondo son tornato sempre vivo...
F. Guccini - Stagioni (2000)
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giovedì 14 gennaio 2010
YOU NEVER CAN TELL
It was a teenage wedding, and the old folks wished ‘em well
You could see that Pierre did truly love the mademoiselle
And now the young monsieur and madame have rung the chapel bell
“C’est la vie,” say the old folks, “It goes to show you never can tell”
They furnished off an apartment with a two room Roebuck sale
The coolerator was crammed with TV dinners and ginger ale
But when Pierre found work, the little money comin’ worked out well
“C’est la vie,” say the old folks, “It goes to show you never can tell”
They had a hi-fi phono, boy, did they let it blast
Seven hundred little records, all blues, rock, rhythm and jazz
But when the sun went down, the volume went down as well
“C’est la vie,” say the old folks, “It goes to show you never can tell”
They bought a souped up jitney, ’twas a cherry red ‘53
They drove it down to New Orleans to celebrate their anniversary
It was there that Pierre was wedded to the lovely mademoiselle
“C’est la vie,” say the old folks, “It goes to show you never can tell”
They had a teenage wedding, and the old folks wished them well
You could see that Pierre did truly love the mademoiselle
And now the young monsieur and madame have rung the chapel bell
“C’est la vie,” say the old folks, “It goes to show you never can tell”
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mercoledì 13 gennaio 2010
STEREOTIPI
Infatti mi è arrivata una nota firmata della presidentessa della società in questione che scrive “noi donne abbiamo la casa nel DNA”.
Più che nel DNA io ho la sensazione che la casa ce l’abbiamo da qualche altra parte…
E questa cretina è pure laureata alla Bocconi".
da: Puliti Puliti - leggi tutto!
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Key Words Riflessioni, Società, Valori
martedì 12 gennaio 2010
lunedì 11 gennaio 2010
OPPORTUNITA'
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Key Words Chiacchierando, Life Coaching, Riflessioni
FREEDOM
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Key Words Musica, Politica, Riflessioni, Valori
sabato 9 gennaio 2010
MARGHERITA DELLE POSSIBILITA'
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Key Words Personale, Psicologia
VEDI CARA
1990-2010
Vedi cara, è difficile a spiegare,
è difficile parlare dei fantasmi di una mente.
Vedi cara, tutto quel che posso dire
è che cambio un po' ogni giorno, è che sono differente.
Vedi cara, certe volte sono in cielo
come un aquilone al vento che poi a terra ricadrà.
Vedi cara, è difficile a spiegare,
è difficile capire se non hai capito già...
Vedi cara, certe crisi son soltanto
segno di qualcosa dentro che sta urlando per uscire.
Vedi cara certi giorni sono un anno,
certe frasi sono un niente che non serve più sentire.
Vedi cara le stagioni ed i sorrisi
son denari che van spesi con dovuta proprietà.
Vedi cara è difficile a spiegare,
è difficile capire se non hai capito già...
Non capisci quando cerco in una sera
un mistero d' atmosfera che è difficile afferrare,
quando rido senza muovere il mio viso,
quando piango senza un grido, quando invece vorrei urlare,
quando sogno dietro a frasi di canzoni,
dietro a libri e ad aquiloni, dietro a ciò che non sarà...
Vedi cara è difficile a spiegare,
è difficile capire se non hai capito già...
Non rimpiango tutto quello che mi hai dato
che son io che l'ho creato e potrei rifarlo ora,
anche se tutto il mio tempo con te non dimentico perchè
questo tempo dura ancora.
Non cercare in un viso la ragione,
in un nome la passione che lontano ora mi fa.
Vedi cara è difficile a spiegare,
è difficile capire se non hai capito già...
Tu sei molto, anche se non sei abbastanza,
e non vedi la distanza che è fra i miei pensieri e i tuoi,
tu sei tutto, ma quel tutto è ancora poco,
tu sei paga del tuo gioco ed hai già quello che vuoi.
Io cerco ancora e così non spaventarti
quando senti allontanarmi: fugge il sogno, io resto qua!
Sii contenta della parte che tu hai,
ti do quello che mi dai, chi ha la colpa non si sa.
Cerca dentro per capir quello che sento,
per sentir che ciò che cerco non è il nuovo o libertà...
Vedi cara è difficile a spiegare,
è difficile capire se non hai capito già...
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venerdì 8 gennaio 2010
lunedì 4 gennaio 2010
FATICA RILASSANTE!
![]() |
| Stivo con ghiaccio |
I piccoli-grandi piaceri della vita.
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domenica 3 gennaio 2010
DIVINO UMORISMO
Arrivato anche il 2010.
Nulla di nuovo rispetto all'anno precedente. Anche perché sono trascorsi solo pochi giorni.
Voglia di sorridere.
Ho "rubato" da: segnodisegno
(spero non ne abbia a male)
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domenica 20 dicembre 2009
PANEM ET CIRCENSES
Nausea. In senso fisico e figurato.
A volte una distrazione leggera, disimpegnata e divertente aiuta.
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Key Words Svago
martedì 15 dicembre 2009
IL PIU' AMATO DAGLI ITALIANI
Condivido tutto, al 100%,.
Considerazioni da ascoltare attentamente, ne vale la pena.
Ammiro ed invidio quest'uomo.
Esprime in modo mirabilmente logico e fluente ciò che "io" penso.
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Key Words Comunicazioni, Informazione, Lunedì con Travaglio, Politica, Riflessioni, Valori
martedì 8 dicembre 2009
I WANT MY LIFE BACK
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Key Words Personale, Riflessioni, Valori
lunedì 7 dicembre 2009
PROSPETTIVE
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Key Words Immagini, Riflessioni, Umorismo
sabato 5 dicembre 2009
I WANT MY COUNTRY BACK
Scrive l' Economist:
Silvio Berlusconi’s political career is teetering on the brink. He should go
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lunedì 16 novembre 2009
mercoledì 21 ottobre 2009
I FEEL BLUE
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Key Words Informazione, Iniziative, Riflessioni, Umorismo, Valori
lunedì 19 ottobre 2009
REATI E DISINFORMAZIONE SCHIZOFRENICA
" ... in giro per Milano, il giudice Raimondo Mesiano, nel suo week-end lontano dalle scartoffie del Tribunale e dagli impegni istituzionali sveste la toga e si cala nei panni di comune cittadino, certo non di cittadino qualunque; alle sue stravaganze in realtà siamo ormai abituati.
Passeggia l'uomo Raimondo Mesiano per le strade milanesi. Davanti al negozio del suo barbiere di fiducia attende il turno. E' impaziente, non riesce a stare fermo. Avanti e indietro. Si ferma, aspira la sua sigaretta, e poi ancora avanti e indietro. [...]
Lui va avanti e indietro, avanti e indietro. Si rilassa solo al momento di barba e capelli.
Finita la toilette continua la sua passeggiata.
Due sole volte si sofferma, una al semaforo l'altra a pochi metri dal passaggio pedonale, per accendere l'ennesima sigaretta della mattina, come fosse uno spot all'incontrario .
Prima di uscire dal nostro campo visivo ci regala un'altra stranezza. Guardatelo seduto su una panchina. Camicia, pantalone blu, mocassino bianco e calzino turchese, di quelli che in tribunale non è proprio il caso di sfoggiare".
Propongo una rilettura, perché qualcosa sfugge alla logica:
" ... in giro per Milano, il giudice Raimondo Mesiano, nel suo week-end lontano dalle scartoffie del Tribunale e dagli impegni istituzionali sveste la toga e si cala nei panni di comune cittadino, certo non di cittadino qualunque; alle sue stravaganze in realtà siamo ormai abituati.
Il giudice è nel suo giorno libero. Durante il week end. E che fa? Udite: PASSEGGIA PER MILANO.
Passeggia l'uomo Raimondo Mesiano per le strade milanesi. Davanti al negozio del suo barbiere di fiducia attende il turno.
Ecco la prima stranezza: va dal barbiere nel suo giorno libero. Secondo Brunetta i dipendenti pubblici lo farebbero durante l'orario di servizio. Ahi Ahi.
E ... ATTENDE IL TURNO. Pratica anti-italiana. L'italiano che si rispetti sgomita e passa avanti agli altri. Non attende educatamente il proprio turno.
E' impaziente, non riesce a stare fermo. Avanti e indietro. Si ferma, aspira la sua sigaretta, e poi ancora avanti e indietro. [...]
Lui va avanti e indietro, avanti e indietro.
Altra incomprensibile stranezza: spegne la sigaretta PRIMA di entrare dal barbiere.
Educato e rispettoso delle regole. Altra pratica poco italiana.
Si rilassa solo al momento di barba e capelli.
Finita la toilette continua la sua passeggiata.
SCANDALO. Si fa tagliare barba e capelli, e poi che fa? Inaudito. Passeggia per Milano.
E' il suo giorno libero ...
Due sole volte si sofferma, una al semaforo l'altra a pochi metri dal passaggio pedonale, per accendere l'ennesima sigaretta della mattina, come fosse uno spot all'incontrario .
Eh, qui si rasenta il surreale. Un pedone che si ferma al semaforo. Non siamo a Londra!
Lo spot alla rovescia mi sfugge davvero. Chi mi spiega cosa significa?
Prima di uscire dal nostro campo visivo ci regala un'altra stranezza.
Come se non bastassero le passeggiate sul marciapiede a Milano con sosta dal barbiere ...
Guardatelo seduto su una panchina.
OSA sedersi su una panchina a Milano. Durante il week end, quando non lavora? Irrecuperabile.
Camicia, pantalone blu, mocassino bianco e calzino turchese, di quelli che in tribunale non è proprio il caso di sfoggiare".
Qualcuno spieghi alla "giornalista" che in effetti il signor Mesiano NON si trova in Tribunale.
In ogni caso ... da quando indossare una camicia, un paio di pantaloni, scarpe e calzini è considerato "eccentricità"?
Nemmeno indossasse un tutù di tulle rosa.
Comunque sia, mi stupisco e mi indigno quando sento parlare di corruzione, di sfruttamento della prostituzione, di furti, evasione fiscale ed omicidi ... indossare un paio di calzini blu mi sembra rientri nel diritto di ciascuno.
De gustibus ...
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Key Words Comunicazioni, Giustizia, Informazione, Riflessioni, Umorismo
venerdì 9 ottobre 2009
COME VOLEVASI DIMOSTRARE
Scive Peter Gomez:
C'è già una exit strategy
Ma possibile? Davvero possibile che nessuno si indigni per davvero?
Oggi mi è stato chiesto "perché odio Berlusconi".
NON ODIO Berlusconi. Non mi importa di lui.
Vorrei solo vivere in uno Stato Civile, con leggi giuste, persone oneste ed integre, un briciolo di senso civico, servizi funzionanti, una gestione delle risorse occulata, e più libertà.
Forse chiedo troppo.
Sbagliatissimo nascere in Italia.
Ma poteva andare peggio.
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Key Words Giustizia, Politica, Riflessioni, Valori
mercoledì 7 ottobre 2009
UNO SPIRAGLIO ...
Ma un dipendente pubblico può lavorare nel settore pubblico se ha pendenze penali?
Non era causa di incompatibilità?
Mah. La legge è ben lungi dall'essere uguale per tutti.
E la sua applicazione è davvero delirante, alle volte (caro Ghedini).
Un momento di respiro nel leggere la notizia sull'ANSA.
Subito ricacciato. No, non ci siamo,
Ecco cosa dice D'Alema, che vorrebbe spacciarsi come alternativa allo sfacelo che abbiamo al Governo attualmente. Ma per piacere ...
Non è di questo mondo.
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sabato 3 ottobre 2009
ABOLIRE IL CONDONO
Un irresistibile Pieraccioni, con la consueta leggerezza centra il punto:
venerdì 2 ottobre 2009
LA VOCE DELLA VERITA'
![]() |
| Per non dimenticare |
E' stata uccisa. Raccontava ciò che vedeva.
Chi dovrebbe indagare sulla sua morte proprio da questa ha tratto molti vantaggi.
Era una giornalista vera. Non sappiamo quasi più cosa significhi questo mestiere.
Da non dimenticare.
Avrei voluto conoscerla.
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Key Words Comunicazioni, Diritti Umani, Giustizia, Informazione, Valori
mercoledì 30 settembre 2009
LA FINE DEL FEMMINISMO
Cito (liberamente) il pensiero di una persona molto saggia, a cui voglio bene:
"Anni di lotte per la liberazione sessuale, e questo è il risultato".
Un bel documentario. Dovrebbe stimolare a riflessione.
Sempre che siamo ancora capaci di pensare.
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Key Words Riflessioni, Società, Valori
lunedì 28 settembre 2009
GAFFE E STUPIDITA'
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lunedì 21 settembre 2009
DARE A CESARE ...
Nulla di nuovo.
Non se ne fa una questione di bandiera, l'importante è che l'aiuto che serve giunga realmente a chi ne ha bisogno.
Ma è fastidioso che chi lavora davvero debba sempre lasciare che i riflettori puntino su chi si vanta.
A questo proposito: nemmeno il Presidente della Provincia Dellai, bensì i volontari della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco, dei Nu.Vo.La, dell'Associazione Psicologi per i Popoli ... ( ecco chi ) avrei voluto ascoltare. Testimonianze reali, non chiacchiere di chi "non c'era".Roma, 15 set. - (Adnkronos) - "Non vedro' 'Porta a Porta' stasera, ad ogni modo spero che stasera sia protagonista il presidente della provincia di Trento e che si festeggi il dono dei prefabbricati costruiti dalla provincia di Trento, non le villette promesse da Berlusconi che non sono pronte". Lo dichiara Massimo D'Alema dialogando con i giornalisti a margine della presentazione del 'Festival della Salute' di Viareggio.
Alcuni articoli
Lavori in corso in Abruzzo .
Un elogio particolare alla cucina dei Nu.Vol.A. - ho avuto modo di testarla in prima persona.
Semplicemente stupenda.
In Abruzzo hanno raddoppiato i pasti previsti, per far fronte alle richieste!
Una testimonianza di chi ha lavorato in prima persona
(e ci ha lavorato davvero!).
Le casette di Onna e il disagio del prof. Claudio Eccher
La stampa è in netto contrasto con l’atmosfera di serenità e di fervore che si respirava ad Onna
È una sensazione di disagio quella che provo leggendo la stampa di questi giorni e le polemiche fiorite attorno alla consegna delle casette ai terremotati d’Abruzzo, in netto contrasto con l’atmosfera di serenità e di fervore che si respirava ad Onna il 15 settembre su quel lungo stradone invaso di mezzi, di persone e di volontari che portava al «villaggio della speranza».
Sui visi dei nostri volontari, che ho avuto il piacere e l’onore di incontrare, non si leggeva alcun tratto di insoddisfazione, ma piuttosto l’orgoglio di aver contribuito in maniera determinate alla rinascita della speranza nei cuori degli amici abruzzesi.
Non ho colto insomma, né negli incontri con la gente, né nella cerimonia pubblica alla quale ho avuto modo di prendere parte, in rappresentanza del Consiglio Provinciale assieme al presidente della Provincia Dellai, quell’atmosfera celebrativa e trionfante tributata al nostro premier e poi variamente descritta da molti mezzi di comunicazione. Tutti sapevano, come è stato giustamente rimarcato, che le «belle casette» erano state donate dal Trentino.
Certo l’emozione era percepibile, sia fra la gente, sia fra i volontari e le autorità intervenute, ma era dovuta anche all’orgoglio di essere riusciti a realizzare, tutti assieme e in un unico grande progetto, una scommessa ritenuta impossibile pochi mesi fa.
Sono i risultati ciò che conta e lo spirito di solidarietà e di partecipazione con il quale tutto un Paese, unito in grande sforzo, è riuscito a realizzare.
Sono questi i momenti in cui bisogna guardare più alla sostanza che alla forma. Nei quali un Paese dimostra la sua compattezza e i valori che sono alla base del suo stare assieme. Ecco perché – commentando a caldo la giornata di Onna- ho detto che è sbagliato ideologizzare i problemi e offuscare questa grande operazione di solidarietà con polemiche o speculazioni.
È l’Italia intera che ha vinto una scommessa impensabile e bene ha fatto Dellai a smorzare toni e polemiche, a non cadere nel trabocchetti di D’Alema e Bersani che, da questa vicenda, volevano trarre ulteriore materiale per i loro giochi politici.
Il Trentino, da questa vicenda, è uscito a testa alta fedele a quello stile di discrezione e concretezza che è tipico della gente di montagna, il resto sono solo chiacchiere improduttive.
Claudio Eccher
(Vicepresidente Consiglio provinciale)
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Key Words Informazione, Politica, Trentino
venerdì 4 settembre 2009
STEREOGRAMMA
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Key Words 04/09, Immagini, Personale, Riflessioni
mercoledì 29 luglio 2009
EUTANASIA
Recosonto di una sofferenza che non si può immaginare nemmeno mentre la si vive. Cronaca della crudeltà insensibile di chi ipocritamente dichiara di fare del male a qualcuno "per il suo bene". Tanto mi ricorda la "pedagogia nera" di cui la il nostro mondo è intriso.
Tutti dovremmo sapere, tutti dovremmo leggere queste parole. Non per capire il dramma, non è umanamente possibile non avendolo vissuto.
Ma per guardare in faccia l'ipocrisia. E smascherarla.
ALGHERO - È morto nella serata di lunedì Giovanni Nuvoli, 53 anni, di Alghero, affetto da sclerosi laterale amiotrofica che, come Piergiorgio Welby, aveva chiesto insistentemente che i medici ponessero fine alle sue sofferenze. La moglie Maddalena Soru ha precisato che al momento del decesso il respiratore «era ancora attaccato».
Da: Corriere.it
Il racconto:
Non cercate di immaginare cosa sono stati questi anni per me. Non ci riuscireste. Ecco, mi sentivo come travolta da uno tsunami. Le onde erano molto più forti della mia volontà. L’unico punto fermo era Giovanni, la determinazione a stargli vicino e fare ciò che lui riteneva meglio per sé. Se solo si fosse rispettata la sua volontà, espressa sempre in maniera netta, senza tentennamenti, la sua agonia sarebbe durata molto meno. E invece il dolore di mio marito, la sua sofferenza, sono state prolungate in nome di non si sa bene cosa. Con un accanimento assurdo, feroce. Fino alla fine.
Voleva che la spina del respiratore fosse staccata. Era perfettamente lucido, sapeva con chiarezza cosa gli stava accadendo intorno e quali giochi inumani si portavano avanti sulla sua pelle. E non era affatto depresso, come qualcuno ha insinuato, come qualche giornale ha riportato. Voleva solo morire con dignità. E invece è stato costretto a morire di fame e di sete, tra sofferenze indicibili. E nessuno se ne è indignato, allora. Neppure i medici, neppure i giornalisti, neppure i benpensanti che invece, per il caso Englaro, hanno inondato col loro sdegno ipocrita le prime pagine dei giornali e i servizi dei telegiornali. Quasi ci fosse una disparità tra il morire per fame e per sete di Eluana, involucro inconsapevole di una vita che l’aveva abbandonata da troppo tempo, e il morire per fame e per sete di Giovanni, costretto a scegliere la strada più estrema, più dolorosa, più atroce, per vedere finalmente rispettata la propria volontà.
[...]
[In ospedale] ...Si avvicinavano a lui e chiedevano: “Beh, come va, come va?” Non prendevano neanche il cartello, perché non lo sapevano neanche leggere, e dicevano: “Sì, sì, va bene, va bene”. Poi arrivavo io e leggevo il cartello: “Oggi ho mal di stomaco” e nessuno aveva preso il cartello per permettergli di farsi capire.
[...]“E lei crede che stiamo lì a salutare? Ma noi siamo abituati alle persone in coma!” Così come fu agghiacciante la risposta di un primario quando chiesi che, dopo il ritorno a casa di mio marito, gli infermieri venissero a casa per tre ore al mattino e tre ora la sera: “Signora, noi le diamo un’ora dei nostri infermieri specializzati, per il resto se lo smerda lei.”
[...]
Finché un giorno, al sacerdote che ripeteva la solita cantilena sulla vita che deve essere vissuta perché è un dono di Dio, mio marito ha risposto: io sono nato da solo e morirò da solo, e dunque se davanti a Dio andrò da solo, la mia vita me la devo gestire io; e se la religione e la legge italiana affermano che non bisogna manipolare l’embrione, perché manipolate me, che non sono più un embrione e sono un uomo?
[...]
... su Giovanni i tubi si moltiplicavano: aveva la PEG, il sondino che entra direttamente nello stomaco, aveva la tracheotomia, il catetere, il port-a-cath, un dispositivo biotecnologico che permette di avere un accesso venoso centrale sempre disponibile… E intubato così, un uomo può vivere all’infinito, vive all’infinito, controllatissimo, ogni funzione monitorata… e le medicine pronte per ogni evenienza. Si vive all’infinito, sì… ma in quella maniera è vita? Perché questo è il dramma: la SLA permette di sopravvivere anche vent’anni, trent’anni, quarant’anni. E si finisce col morire per un’infezione. Un’infezione causata magari proprio da uno dei tubi inseriti ovunque.
E Giovanni non voleva morire in questo modo. Aveva consapevolezza del proprio corpo, di cos’era diventato. E ogni tanto chiedeva una cosa terribile: pretendeva che gli fosse portato lo specchio. Lo specchio grande, quello del bagno, perché voleva guardarsi interamente. E quando chiedeva lo specchio, di colpo piombava un silenzio cupo, peso, e in quel silenzio cupo, peso, andavamo a prenderlo, con la schiena bassa. Non voleva che fossi io a descrivergli il suo corpo, voleva vederlo. E mentre si guardava, in quel gran silenzio, io guardavo il suo viso. E se gli cadeva una lacrima, mi faceva capire: non toccarla questa lacrima, perchè questo sono io…
Ecco, io ho visto tante cose terribili, ho vissuto tante cose terribili, ma una delle peggiori era sentir chiedere lo specchio, guardarlo mentre si guardava e capiva perché tanti suoi amici non venivano più a trovarlo, perché tanti dicevano “Preferisco ricordarlo com’era”.
Ma, per fortuna, c’era anche chi riusciva a guardare l’uomo oltre quel mucchietto di ossa, oltre quella pelle trasparente. Venivano e magari qualcuno usciva fuori a piangere e diceva: Maddalena, non ci riesco, non riesco ad entrare… Perché qualcuno aveva anche paura e io gli dicevo: non preoccuparti, ci dà coraggio lui, è lui che dà coraggio a noi. E alla fine, quando andavano via, si sentivano sollevati, contenti, e tornavano. Alcuni tornavano anche due volte alla settimana. Ed erano quelli che rispettavano il pensiero di Giovanni, rispettavano la sua volontà. Capivano che la fine sarebbe stata una liberazione, e lo capivano perché erano veramente amici, e quella sofferenza la portavano con lui.
[...]
Il 7 luglio, il dottor Ciacca si presentò dai carabinieri di Alghero, per consegnare al procuratore capo di Sassari un'informativa su quello che aveva intenzione di fare: staccare il ventilatore martedì 10 luglio alle 23. I carabinieri lo trattennero e il capitano Francesco Novi lo interrogò fino alle 2.30 del mattino. Ma a mezzogiorno di quel 10 luglio, il medico fu richiamato dai carabinieri: la procura aveva intenzione di fare tutto quanto in suo potere per impedire al dottor Ciacca di compiere la volontà di Giovanni. Così ci siamo ritrovati la casa circondata dai carabinieri. Non sapevo che fossero carabinieri, perché erano tutti in borghese.
[...]
... il lunedì seguente Giovanni decise di non alimentarsi più. In mattinata venne il medico, e scrisse nella cartella clinica che da quel giorno non si doveva più dargli cibo né acqua. Così, come fosse una cosa normale, come se non fosse una atrocità inumana che si consumava sotto gli occhi dei medici benpensanti, dei giornalisti, della gente per cui Giovanni Nuvoli non era più un uomo ma un campo di battaglia. E nessuno di loro si indignò, nessuno di loro si scandalizzò per quella decisione. Nessuno parlò di alimentazione forzata, di sacralità della vita, in quella occasione. Finsero di non vedere e non capire. Finsero che quella non fosse una scelta lucida e consapevole di un uomo che non avevano saputo ascoltare, capire. Finsero di credere che mio marito non si alimentasse più a causa di un aggravarsi della malattia, e che questo suo digiuno non fosse un atto, quello più estremo, per riappropriarsi del proprio diritto di scegliere. Ecco, questo è, in fondo, quello che li spaventa di più: che un uomo possa scegliere.
Troppo frammentario questo "collage di parole".
Va letto tutto, il racconto di Maddalena Nuvoli.
Non per dirle: "Mi immedesimo", perché lei così risponderebbe, a ragion veduta: "e in cosa, in cosa ti immedesimi? Non ci si può immedesimare, perché in quel corpo sfinito, in quelle ossa coperte da un po’ di pelle, c’era Giovanni", ma per sapere, per avere un quadro meno romanzato di quello che ci forniscono i media imbeccati dai politicanti di turno.
Sarebbe più bello poter decidere come (e quando) morire.
Piuttosto che pontificare e cavillare su condizioni estreme di malattia e sofferenza, potremmo sancire una volta per tutte il principio secondo cui nessuno può permettersi di privare della vita un altro essere umano che altrimenti starebbe benissimo (nemmeno con il pretesto di missioni di pace per esportare la democrazia).
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Key Words Diritti Umani, Riflessioni, Salute, Società, Valori
martedì 21 luglio 2009
CHANGE WE DO NOT NEED
Sappiamo da cosa ci allontaniamo ma difficilmente possiamo prevedere ciò che ci aspetta.
E quanto costa allontanarsi da una parte di noi.
... "Acque del mondo intorno di pozzanghere e pianto, di me che canto al limite del giorno,
tra il buio e la paura del tempo e del destino freddo assassino della notte scura.
Ma l' acqua gira e passa e non sa dirmi niente di gente, me, o di quest' aria bassa,
ottusa e indifferente cammina e corre via lascia una scia e non gliene frega niente"...
(F. Guccini)
perchè calcare i tuoi vecchi passi,
calciare gli stessi sassi,
su strade che ti han visto già a occhi bassi?
Non troverai quell'ombra che eri tu
e non avrai quell'ora in più
che hai dissipato e che ora cerchi;
si scioglierà impossibile il pensiero
a rimestare il falso e il vero
in improbabili universi.
Eppure come un cane che alza il muso e annusa l' aria
batti sempre la tua pista solitaria
e faccia dopo faccia e ancora traccia dopo traccia
torni dove niente ti aprirà le braccia...
E rimpiangere, rimpiangere mai.
Come piovigginano le vecchie cose:
perché fra i libri schiacciare rose
di risa paghe e piene delle spose?
E buttar via un' incognita e uno scopo,
trascurare il giorno dopo
come se chiudesse sempre;
studiar la stessa pagina di storia
conosciuta già a memoria,
date e luoghi impressi a mente.
Ma gocciola da sempre sul bagnato, tesoriere dei tuoi giorni,
di chi ha preso e di chi ha dato.
E ora dopo ora e dopo un attimo ed ancora
la poetica consueta è "dell' allora"...
perché i ricordi sono falsati,
i metri e i cambi sono mutati
per la spietata legge dei mercati.
E' come equilibrarsi sugli specchi,
ad ogni occhiata un po' più vecchi,
opachi, muti e deformanti.
Frugare dentro ai soliti cassetti
dove non c'è quel che ci metti
e mai le cose più importanti.
E invece come tutti sempre lì a portarli addosso, a ricercare
quel sottile straccio rosso
che lega il tempo assente ed il presente e nella mente,
tutto questo poi ci si confonderà,
tutto questo poi ci si ...
Non bisognerebbe mai ricordare" ...
(F. Guccini)
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Key Words Chiacchierando, Personale, Riflessioni
lunedì 20 luglio 2009
TRENTINO, ITALIA
Una notizia colpisce in modo particolare quando i protagonisti sono noti, persone conosciute, con cui si è avuto a che fare faccia a faccia.
Leggo, purtroppo senza sorpresa, a pagina 15 (l'Adige, 19 luglio 2009):
«Chi ha iniziato la vicenda dei Sordi con me - spiegò il costruttore agli inquirenti - è stato il dott. Leonesi . Alla fine dell'anno scorso nel suo ufficio mi chiese se volevo interessarmi per la costruzione del palazzo dei Sordi e mi diede contestualmente il dischetto del progetto, dicendomi che avrei potuto guardarli in via tecnica, avrei potuto pensarci, perché lui avrebbe desiderato che il palazzo dei Sordi fosse stato costruito da un'impresa trentina, meglio dire un gruppo di imprese che rimanesse a Trento, aveva fiducia di Collini per sentito dire, e quindi mi aveva chiesto se volevo interessarmi...
Avevo chiesto se c'era bisogno di qualcosa e lui mi aveva chiesto una sponsorizzazione di 5 mila euro per l'acquisto di una statua di un presepio che lui aveva vicino al suo ufficio e che adesso la statua è nel mio ufficio... [che c'entra l'acquisto di una statua di un presepio con un appalto pubblico? n.d.A.]
Ho visto subito che il progettista era l'architetto Marco Angelini, che conoscevo abbastanza bene... A me sembrava che Angelini sapesse assolutamente tutto e sapesse anche lui che Leonesi mi aveva parlato». A occuparsi della parte tecnica relativa all'appalto fu Giuseppina Leonardi , geometra della Civil Engineering di Angelini.
Rimaneva da decidere la commissione di gara: «Leonesi un giorno mi chiamò e mi chiese a chiare lettere se io potevo indicargli un presidente di commissione in una persona abbastanza ad alto livello, sia tecnica che come qualifica perché a lui interessava una mia idea, e doveva essere di fuori Trento». Collini, per una volta, si trovò in difficoltà: «Io non sapendo a che santo votarmi, perché io a Trento conoscevo qualche professore universitario o cosa, a Milano non avevo tante conoscenze, ho parlato con mio cugino Sergio». Il cugino gli indicò il nome di un professore del Politecnico di Milano che Collini girò a Leonesi con una fotocopia su cui erano indicati i recapiti: «Al pomeriggio la medesima fotocopia era in mano della geometra Leonardi, perché mi ha telefonato dicendomi: "Guarda che ho disposizioni dal piccoletto", che così chiamavamo Leonesi, di "procedere a contattare il professore per vedere la disponibilità a diventare presidente di gara"».
A quel punto bisognava scegliere gli altri commissari: «Leonesi, tanto per rendere complicata la vita, ne voleva 5. Io ho detto subito: "Diamogliela a Sussarellu . Se ci fosse il caso che qualche concorrente sbaglia formalmente, Sussarellu è uno rigido e lo butta fuori", e perlomeno così tiriamo via un nome... Leonesi mi aveva accennato, e aveva accennato anche Angelini, che lui voleva Zanoni . Angelini mi ricordo aveva fatto il nome di Campostrini , che era l'ingegnere capo, mi sembra, del Comune di Rovereto [Ing. Luigi Campostrini, Dirigente dell'Area Tecnica del Comune di Arco, passato poi al Comune di Rovereto nel corso dell'anno 2008, da qualcuno definito "Cardinale Richelieu", con lo scopo, beninteso, di adularlo. n.d.A.].
Nel frattempo si arricchisce il parco progettisti: «Avevamo chiesto l'intervento dell'ingegner Kurdoglu come Soprint, la società fra Kurdoglu e Angelini. Kurdoglu sapeva benissimo la vicenda, non l'ha gestita, però abbiamo parlato più volte e aveva lasciato andare avanti la Leonardi nella gestione dell'appalto... Alla fine Leonesi mi presenta una certa ingegner Buratti , dicendole: "Guarda che Collini si sta guardando il palazzo dei Sordi, e quindi se ha bisogno di qualche cosa dagli una mano". Io la Buratti non so neanche chi è, penso che facesse impianti.
Da qui capisco perché un giorno mi si presenta in ufficio Petrolvilla , nella persona dell'ingegnere, e mi dice che ha avuto disposizioni o ordini di mettersi in contatto con me. Io ho risposto Petrolvilla che io non avevo nessun ordine di quel genere lì». Acompletare il tassello mancava soltanto del corrispettivo che Collini avrebbe dovuto versare: «La definizione economica era fatta di due numeri e mezzo: il primo numero era lo 0,65% su tutto l'importo, cioè sui 22 milioni di euro; il 3% ad acquisizione di appalto sull'importo che avrebbe progettato Angelini, quindi era l'importo dei lavori meno gli impianti che valevano circa 8 milioni di euro». ...
Pubblicazione dei testi rilevanti, che danno la possibilità ai cittadini di comprendere la levatura dei politici (e dirigenti pubblici) che amministrano i nostri soldi.
Che poi non succeda nulla, e non venga voglia a nessuno di approfondire le questioni ... è un altro paio di maniche.
Lasciatemi almeno l'indignazione.
Conoscenza è libertà.
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Key Words Informazione, Politica, Società, Trentino, Valori
giovedì 16 luglio 2009
UN BLOG SERISSIMO
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Key Words Chiacchierando, Riflessioni, Società, Svago, Umorismo
venerdì 10 luglio 2009
I VESTITI DEL RE
"Rubato" a: www.voglioscendere.ilcannocchiale.it
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Key Words Giustizia, Politica, Riflessioni, Società
domenica 28 giugno 2009
28 GIUGNO - STORIA RUBATA
il 28 giugno alle otto del mattino,
suona il campanone della Torre Apponale
a Riva del Garda
Molti, soprattutto fra i giovani e i turisti, se lo saranno chiesto.
E' il risultato di una decisione presa qualche anno fa dal Consiglio Comunale di Riva del Garda per ricordare a tutti l'eccidio di quel giorno nel lontano 1944.
C'era la guerra e tutta l'Italia, dopo l'otto settembre, era occupata dalle truppe tedesche, e molti volevano riconquistare la libertà perduta dall'avvento del fascismo nel 1922, e porre fine alla guerra con le sue tragedie.
A Riva un gruppo di giovani studenti del liceo Maffei guidati da Gastone Franchetti, promuovono il tentativo di costituire bande partigiane; ad essi si uniscono altri cittadini, ufficiali, carabinieri, ma una spia fascista si annida fra loro: i nazisti vegono informati e decidono di stroncare questo inizio di rivolta.
Il 28 giugno del 1944 a Riva, Arco, Nago, Rovereto e Trento, alle prime ore dell'alba, una squadra di S.S. uccide 16 persone. Altre furono prelevate per chiuderle in carcere.
Questi ragazzi assassinati a diciotto anni, questi uomini torturati e fatti morire nelle nostre città o nel carcere di Bolzano, sono stati i nostri eroi della Resistenza, le persone che con il loro coraggio hanno contribuito a darci la libertà, la democrazia della quale, dal 25 aprile 1945, gode il nostro paese.
Per questo, per la difesa della libertà e della democrazia, il Consiglio Comunale di Riva del Garda ha voluto questi rintocchi a ricordo, nel tempo, di quel sacrificio.
25 aprile 2009
Associazione Nazionale Partigiani d'Italia
http://www.anpi.it/
Comitato Provinciale ANPI
Via al Torrione, 8
38100 TRENTO
Tel. 0461/238874
Sono tempi bui per la Democrazia.
Dovremmo imparare dalla Storia.
Lo dobbiamo a noi stessi.
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Key Words Riflessioni, Storia, Trentino
sabato 27 giugno 2009
INSOSTENIBILE LEGGEREZZA
Ho riesumato una "vecchia" passione per questo pattinatore dal talento coinvolgente.
Simpaticissimo qui:
Meraviglioso sedicenne dai piedi volanti:
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venerdì 26 giugno 2009
DIAMOCI UN TAGLIO
E' "solo" un tatuaggio.
Di gusto discutibile.
Di questi tempi l'immagine mi pare piuttosto in linea con i fatti, le notizie, lo stato d'animo.
Decay.
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Key Words Chiacchierando, Personale, Riflessioni
mercoledì 17 giugno 2009
LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE
è una bugia così enorme
da far credere alla gente
che nessuno potrebbe
avere l’impudenza
di distorcere la verità
in modo così infame”
(Adolf Hitler, “Mein Kampf”)

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Key Words Politica, Psicologia, Società, Storia, Valori
martedì 16 giugno 2009
PROPOSTA DI LEGGE E INFORMAZIONE
Si è un po' parlato dell'intervento di Grillo alla Commissione Affari Costituzionali, in Senato.
Non si è sentito molto a proposito dei contenuti della proposta di legge.
Si è preferito come spesso accade porre l'accento sugli aspetti coreografici, lessicali, di colore.
I tre punti della proposta sono:
1- NO AI PARLAMENTARI CONDANNATI. No ai 25 parlamentari condannati in Parlamento - Nessun cittadino italiano può candidarsi in Parlamento se condannato in via definitiva, o in primo e secondo grado e in attesa di giudizio finale.
2- DUE LEGISLATURE. No ai parlamentari di professione da 20 e 30 anni in Parlamento - Nessun cittadino italiano può essere eletto in parlamento per più di due legislature. La regola è valida retroattivamente.
3- ELEZIONE DIRETTA. No ai parlamentari scelti dai segretari di partito - I candidati al parlamento devono essere votati dai cittadini con la preferenza diretta.
Queste sono le informazioni che dovrebbero raggiungere tutti i cittadini.***
Credo anch'io che Grillo avrebbe dovuto rivolgersi alla Commissione in termini più "formali".
Esclusivamente perché, sapendo perfettamente quale tipo di risalto viene dato dai media alle sue iniziative, avrebbe fatto meglio a non porgere il fianco alle solite accuse di volgarità.
Comprensibili la tensione e l'imbarazzo di fronte
ad una commissione ufficiale, imbalsamata ed ostile.
Ma purtroppo nelle sedi istituzionali non è incisivo come dovrebbe.
Guarda qui
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Key Words Comunicazioni, Iniziative, Politica, Valori
lunedì 15 giugno 2009
ULULATO CONDIVISO
Come sempre, la campagna elettorale della sinistra sembra fatta da gente che vuole salvare Berlusconi.
E come sempre, lui non dirà neanche grazie.
Spudoratamente rubato da: http://www.stefanobenni.it/
Spero che Benni non me ne voglia.
Mangio i suoi libri, apprezzo le sue parole e l'uso che ne fa, concordo con questo ululato, che vorrei amplificare.
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Key Words Informazione, Politica, Riflessioni, Valori
domenica 14 giugno 2009
lunedì 1 giugno 2009
VINCITORI E VINTI
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Key Words Aforismi, Life Coaching, Riflessioni, Valori
lunedì 25 maggio 2009
PASSAPAROLA - Lunedì con Marco Travaglio
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Key Words Comunicazioni, Informazione, Lunedì con Travaglio, Politica, Riflessioni, Valori
mercoledì 20 maggio 2009
lunedì 18 maggio 2009
PASSAPAROLA - Lunedì con Marco Travaglio
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Key Words Comunicazioni, Informazione, Lunedì con Travaglio, Politica, Riflessioni, Valori
venerdì 15 maggio 2009
TUFFI NEL PASSATO
A volte capita di tornare un po' bambini. Uno sguardo all'indietro, e si scopre di avere un sacco di tempo alle spalle. Speso, buttato, investito, vissuto ... ?
A volte un'immagine rievoca molto.
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Key Words Chiacchierando, Svago









