I VESTITI DEL RE

La mia sola dipendenza è la libertà.
E non intendo disintossicarmi.
****
I'm addicted to freedom only.
And I'm not going to undergo any treatment.

sabato 22 dicembre 2007

Un pessimo Natale

Quel 24 Dicembre, a Babbo Natale,
tutto quello che poteva andare storto, andava storto.
Le renne avevano avuto la dissenteria e avevano ridotto la stalla a un disastro,
e aveva dovuto spalare merda per tutta la notte.
Aveva caricato la slitta da solo perchè gli gnomi erano in sciopero,
e aveva dovuto scaricarla perchè un pattino era rotto,
aveva perso tutta la mattinata a ripararlo
e si era anche tagliato malamente un pollice con l'ascia,
e quelle maledette renne erano scappate e ci aveva messo una vita a recuperarle.
Metà dei giocattoli non erano arrivati,
e quelli che gli avevano consegnato erano tutti della lista delle consegne dell'anno prima.
Gli elfi si erano ubriacati,
e aveva dovuto cercarsi i doni giusti in magazzino da solo,
e si era ammaccato il naso e un ginocchio quando gli si era rotta la scala.
Nel mettersi i pantaloni li aveva strappati perchè era ingrassato troppo,
non c'era verso di trovare il cappello, aveva perso gli occhiali,
aveva bruciore di stomaco
e quando aveva cercato una birra in frigo l'aveva trovato rotto
e comunque la birra era finita.
In quel momento bussò alla porta un Angelo con un albero di Natale e chiese:
"Dove devo metterlo, questo abete?"

Ecco come è nata l'usanza
di mettere l'Angelo
sulla cima dell'albero di Natale...









martedì 11 dicembre 2007

PROLOGO

C'era una volta un piccolo uomo, e conduceva una piccola vita, e un giorno incominciò a preparare una piccola valigia.

Ed Essi dissero: "Parti? E dove vai?"
E lui disse: "Preparo la mia valigia e vado a Connemara".

Ed Essi dissero: "Vorrai dire che vai a Connemara, Dio permettendo".
E lui disse: "Voglio dire che vado a Connemara".

E così Dio lo trasformò in una rana e lo mise in un pantano e ve lo tenne per sette anni.
E poi Dio lo trasformò di nuovo, e che cosa fece l'ometto? Ricominciò subito a preparare la sua piccola valigia.

Ed Essi dissero: "Parti? E dove vai?"
E lui disse: "Vado a Connemara".

Ed Essi dissero: "Vuoi dire che vai a Connemara, Dio permettendo".
E lui disse: "Voglio dire che vado a Connemara, oppure torno nel pantano".

(Vecchie favole spagnole di F. Caballero)

martedì 4 dicembre 2007

IL RE E' VESTITO

Un altro giorno triste.


Qualche giorno fa Peacereporter.net titolava:
Russia - 20.11.2007
Il re è vestito
Le elezioni del 2 dicembre saranno un plebiscito per Putin


E Repubblica.it pochi giorni dopo riportava:
ESTERI - (25 novembre 2007)
Il leader di Altra Russia voleva manifestare contro le prossime "elezion-farsa".
Le accuse: organizzazione non autorizzata e resistenza alla poliziaMosca, arrestato il candidato anti PutinCinque giorni di carcere per Kasparov
(leggi tutto)


Oggi Peacereporter.net prosegue:
Russia - 03.12.2007
Il trucco c'è (e si vede)
L'Orso pigliatutto, ma con un asso nella manica: i brogli

C'è qualcosa di molto marcio, in tutto questo.
E come sempre, staremo immobili a guardare.

Russia - 03.12.2007
Record voti per Putin in Cecenia e repubbliche caucasiche
Il presidente che nel 1999 ha ordinato l'invasione della Cecenia e il bombardando a tappeto la sua capitale Grozny e che negli ultimi anni ha militarizzato le confinanti repubbliche caucasiche perseguitando la maggioranza musulmana ha fatto il pieno di voti proprio in queste regioni. In Cecenia il partito putiniano ha conquistato la percentuale bulgara del 99,4 percento secondo l'agenzia Itar-Tass. Il record è stato stabilito però nella vicina repubblica caucasica della Karacievo-Circassia: 100 percento delle preferenze a 'Russia Unita'. Putin ha spopolato anche in altre turbolente repubbliche caucasiche: in Daghestan il suo partito ha incassato l'89 percento e in Inguscezia il 98,72 percento.


Cosa scriverebbe sul "suo" giornale Anna Politkovskaja, se fosse ancora viva?












domenica 2 dicembre 2007

ANIMA E CORPO

"Le anime hanno un loro particolar modo d'intendersi, d'entrare in intimità, fino a darsi del tu, mentre le nostre persone sono tuttavia impacciate nel commercio delle parole comuni, nella schiavitù delle esigenze sociali".


L. Pirandello (da "Il fu Mattia Pascal")

mercoledì 28 novembre 2007

PESSIMISMO E FASTIDIO



"L'ottimista pensa che questo sia il migliore dei mondi possibili.



Il pessimista sa che è vero".
Oscar Wilde

sabato 10 novembre 2007

DELITTI E CASTIGHI

Nei giorni scorsi non ho potuto fare a meno di ascoltare i resoconti che i media hanno dato dell’omicidio compiuto a Roma. (Repubblica.it)
Una signora aggredita, violentata e picchiata a morte.
Nei giorni in cui giornali e radio si indignavano per un’aggressione feroce, barbara, ingiustificata ed ingiustificabile, pensavo che l’autore di quell’omicidio dovesse essere arrestato e condannato. E non potevo fare a meno di considerare che in Italia la certezza della pena è più un modo di dire che una auspicabile realtà. Quasi subito il presunto omicida è stato individuato e, per fortuna!, arrestato.
Nello stesso tempo leggevo ed ascoltavo con preoccupazione i toni e le parole usate dagli stessi media e quelle che questi riportavano per conto dei politici.
Troppi riferimenti agli “stranieri”, al “rumeno”, alla mancanza di sicurezza, alla necessità di espellere gli stranieri dall’Italia, alla Romania, all’immigrazione, ...

L’orecchio dello spettatore medio è un orecchio inesperto. Le persone dimostrano un comportamento ed un atteggiamento passivi di fronte ai mass media, sembrano non sapere che informarsi deve essere un processo attivo di raccolta di informazioni e notizie, seguito da altrettanto attive riflessione ed approfondimento, ma si limitano ad accogliere ciò che i notiziari confezionano - nel modo in cui lo confezionano.

Un orecchio inesperto, un ascoltatore acritico, avrebbe recepito un messaggio piuttosto distorto, pensavo.
Il fatto di cronaca riguarda un delitto. Aggravato dal trattamento che la vittima ha subito, e probabilmente anche da motivi futili che hanno spinto l’assassino ad agire.
Un commento sensato avrebbe potuto riguardare il nostro codice penale (e di procedura penale), riportando la pena prevista per tale reato, ed i “passi” necessari per giungere alla condanna del colpevole.
Un approfondimento serio avrebbe indagato sulla situazione in cui versa la giustizia in Italia.
Volendo fare un po’ di gossip, giusto per incrementare l’audience (che, ahimè, è uno degli indicatori di successo anche per i notiziari!) si sarebbe potuto raccontare la storia dell’assassino e divulgare qualche particolare sulla vita della signora uccisa (prassi discutibile, a mio modo di vedere).

Perché l’accento è invece stato posto sulla nazionalità del presunto assassino? Perchè i servizi “a tema” confezionati in quei giorni riguardavano le comunità di Rumeni, il problema dell’immigrazione, gli sbarchi clandestini ed i permessi di soggiorno?
Un assassino è un po’ meno criminale se è Italiano o Statunitense piuttosto che Polacco, Arabo o Inglese? Il giudizio di merito si da sulla base dell’etnia e della nazionalità o delle azioni compiute?

Ed ecco che, prevedibile, arriva un altro atto criminale: il pestaggio di alcuni lavoratori, guarda caso rumeni. (ilmessaggero.it)
Ed ecco che i media partono in quarta condannando l’aggressione “squadrista”, e cercando all’apparenza di smorzare i toni (mentre nella realtà altro non stanno facendo che alimentare pensieri razzisti).

Vorrei sentire un linguaggio più “asettico”, più notizie e meno commenti fuorvianti. Ai tempi della scuola se si andava “fuori tema” si prendeva un brutto voto in italiano.
Perchè i nostri “giornalisti” non approfondiscono l’argomento centrale delle loro notizie e si dilungano in modo inutile e troppo spesso dannoso su aspetti marginali quando non addirittura slegati dalle informazioni che dovrebbero divulgare?

Non mi piace.

QUANTO MI PIACE QUESTO GOVERNO!



Un "allegro riassunto" dell'attività governativa.
Come dico sempre: "Se non fosse tragico sarebbe comico".

giovedì 1 novembre 2007

QUANDO SI DICE IMMAGINE INTERNAZIONALE

From Times Online - October 24, 2007

A geriatric assault on Italy's bloggers.
Italy's leaders barely understand word processors, let alone the web. Now they've turned against the country's bloggers.
Bernhard Warner

Il titolo è tutto un programma (come troppo spesso accade, sarebbe comico se non fosse veramente tragico!):
Assalto geriatrico ai bloggers d'Italia.
I leader italiani capiscono appena i word processors, figuriamoci la Rete. Ora sono insorti contro i bloggers.
E l'intero articolo è una chicca di amara ironia.
Sarebbe davvero divertente, se non parlasse di ... noi!
By G8 standards, Italy is a strange country. Put simply, it is a nation of octogenarian lawmakers elected by 70-year-old pensioners. Everyone else is inconsequential.

O, se preferisci (a tuo rischio e pericolo!) leggiti la mia parziale traduzione:

Per gli standard del G8, l'Italia è un Paese strano. In parole povere, è una nazione di legislatori ottuagenari eletti da pensionati settantenni. Chiunque altro non conta.

Romano Prodi, il primo Ministro, è un arzillo 68-enne, che ha battuto il 71-enne Silvio Berlusconi alle elezioni lo scorso anno. Il Presidente Giorgio Napolitano, 82 anni, ha davanti a sè altri 6 anni di mandato; il suo predecessore aveva 86 anni quando uscì di scena. Nell'improbabile eventualità che l'Italia entri in guerra, la decisione verrebbe presa da un capo di stato che aveva poco meno di vent'anni quando i tedeschi si arresero alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

Questa stridente prospettiva è l'introduzione doverosa a qualsiasi discussione con gli estranei sulla politica italiana, credo. Se il governo italiano sembra incapate di adattarsi al mondo moderno, la spiegazione è abbastanza semplice. Qualsiasi Paese si comporterebbe nello stesso modo, se al potere ci fossero i nostri nonni.

Di recente, i legislatori italiani hanno di nuovo preso di mira la vita moderna, introducendo una legge incredibilmente generale secondo la quale i bloggers, ed anche gli utilizzatori di reti sociali sarebbero tenuti a registrarsi presso lo Stato. Anche un inoffensivo blog sulla squadra di calcio del cuore o un adolescente che si lamente dell'ingiustizia della vita sarebbe soggetto alla supervisione governativa, ed anche a tassazione - anche se non si tratti di un sito web commerciale.

Fuori dall'Italia, la legislazione ha provocato ilarità da parte degli osservatori attivi e poco comprensivi. Il sito boingboing.net argutamente riferisce che l'Italia intende proporre un "Ministero per i Blog". Il sito Out-law.com è più diretto, e definisce la norma una legge "anti-blogger".

E' comprensibile che non ci sia allarmismo nei loro toni. Abbiamo seguito questa via innumerevoli volte. I funzionari statali in preda al panico, che si trovino nello Zimbawe, in Cina o in Italia (sì, è la seconda volta che questa cosa viene proposta qui), annunciano una nuova museruola per internet, e gli esperti cittadini della rete trovano semplicemente un modo per aggirarla. Anche un adolescente inquieto conosce probabilmente un metodo a prova di idiota per mascherare il proprio indirizzo IP. Per di più, si può facilmente supporre che servizi come Blogger o Typepad Blog siano ospitati su server ben al di fuori del bel paese, rendendo una legge idiota virtualmente inapplicabile.

E infine non dimentichiamo che stiamo parlando dell'Italia, un posto dove gli idraulici così come gli industriali sono evasori fiscali seriali. Non ti agitare, amico. Goditi il sole, vino rosso e tagliatelle ("Don’t sweat it, amico. Enjoy the sunshine, vino rosso and tagliatelle").

Forse è a causa di tutte queste ovvie questioni che il disegno di legge è già sottoposto ad alcune revisioni. Se viene ratificato - e al momento pare sia spaventosamente probabile - il Ministro delle Comunicazioni dovrebbe decidere chi si dovrà registrare.

Il che è sconfortante. L'intendo di questo disegno di legge, così come è stato scritto quando aleggiava in consiglio dei Ministri, sarebbe di imbavagliare i bloggers che, per coloro che detengono il potere, sono diventati da qualche tempo un gruppo problematico.

Sono guidati dall'idealista (qualcuno lo chiama "populista") Beppe Grillo, un comico-diventato attivista-diventato blogger. Grillo è uno dei commentatori dell'italian-style più letti in Italia e, grazie al suo blog in inglese, anche fuori dal Paese. Agisce per conto dei meno privilegiati (leggi: i giovani Italiani), conducendo una campagna per un governo ed un business più trasparenti.

... Ecco, mi sono stufata di tradurre.
L'autore continua dicendo che Grillo pensa che la legge sia stata pensata per lui. E che, vero o no, avrebbe in ogni caso un effetto devastante su tutti i bloggers italiani. Sulla libertà di pensiero ed informazione, sui giovani in primis, e sulle attività didattiche e di divulgazione scientifica.
Insomma, un pasticcio come solo in Italia sappiamo fare.
Perchè è più importante imbavagliare chi si esprime che risolvere i problemi reali. Quelli, a quanto pare, fanno comodo.

Mi dissocio, non mi sento italiana, voglio cambiare Pianeta!

CONCORRENZA ALL'ITALIANA

"... presso il TAR del Lazio, è depositato un ricorso ad oggetto “ANNULLAMENTO DELIBERA 209/07/CONS RECANTE: PROCEDURE PER ASSEGNAZIONE DIRITTI D'USO DI FREQUENZE PER SISTEMI BROADBAND WIRELESS ACCESS (BWA) NELLA BANDA A 3.5 GHZ - (23 BIS)”Il ricorrente è la MGM Production Group Srl, società già detentrice di una licenza WiMAX in Germania.Interessante l’elenco delle parti resistenti: oltre ad AGCom e Ministero delle Comunicazioni compaiono H3G, Telecom Italia SpA, TIM Telecom Italia Mobile SpA, Vodafone e Wind Telecomunicazioni. Si direbbe a definitiva dimostrazione che gli operatori mobili hanno tutta l’intenzione di accaparrarsi le frequenze ed evitare ad altri di entrare nel recinto del mobile".

Cosa dice Beppe? "... per il WiMax, la tecnologia che trasmette a 50 chilometri con costi di impianto molto bassi che dovrebbe risolvere il problema dell’ultimo miglio, Paolo ha avuto un’intuizione straordinaria: chi meglio dei responsabili del nostro digital divide può risolvere il problema del digital divide? Dopo un rapido consulto con Telecom, Vodafone, H3G e Wind ha deciso di farli partecipare al bando. “Per incrementare la competizione nelle telecomunicazioni” ha spiegato".

Sempre più penso che abbiamo perso un'altra occasione.

mercoledì 31 ottobre 2007

CLEMENTINA, CORAGGIO ...



Clementina Forleo è un giudice (per le indagini preliminari – GIP). Lavora presso la Procura di Milano.
Qualche anno fa (2005) il suo nome è apparso nelle cronache per aver assolto due cittadini tunisini accusati di terrorismo internazionale. La sentenza (prima confermata dalla Corte d’Assise d’appello di Milano, e successivamente annullata dalla Cassazione), Una sentenza scomoda, in tempi di caccia alle streghe.

Sta conducendo l’inchiesta sulla scalata di Antonveneta-RCS ( un “disegno criminoso di ampia portata”, … , che si stavaconsumando ai danni dei piccoli e medi risparmiatori in una logica di manipolazione e lottizzazione del sistema bancario e finanziario nazionale” … )

Da intecettazioni telefoniche risulta (stupore!) che diversi politici di spicco abbiano avuto un ruolo attivo nelle vicende oggetto di indagine.
Il GIP ha inviato numerose intercettazioni telefoniche in Parlamento, che dovrebbe “rendere possibile la procedibilità penale nei confronti dei suoi membri - inquietanti interlocutori di numerose di dette conversazioni (intervenute sull'utenza in uso al Consorte) - i quali all'evidenza appaiono non passivi ricettori di informazioni pur penalmente rilevanti, nè personaggi animati da sana tifoseria per opposte forze in campo, ma consapevoli complici di un disegno criminoso di ampia portata". rainews24.rai.it
E’ davvero uno strano paese, il nostro.
Una persona normale penserebbe che chi viene colto con le mani nella marmellata debba essere se non altro sospettato, e che sia legittimo, giusto equo e doveroso procedere nei suoi confronti per accertare se davvero l’abbia rubata.
In Italia no.
Si parte con il balletto di opinioni supportate da nulla, non un dato, non un fatto. E si agisce immediatamente, con forza e tenacia, contro chi vorrebbe veder trionfare giustizia e legalità.

Così non si indaga per accertare il significato reale delle parole udite nelle intercettazioni. Non si cercano i responsabili di reati ai danni di persone meno abbienti e meno “potenti”.
Clementina Forleo chiede «Perché i vertici dell'Arma non fanno luce su quanto ho denunciato?»
www.corriere.it

Clementina Forleo ha ritirato a Pescara il premio «Paolo Borsellino» dall'associazione Società civile, il 27 ottobre scorso.

<<Sono convinta che in momenti di forte crisi istituzionale come questa i magistrati hanno il dovere di non essere prudenti, di non essere sobri, di non stare a casa a scrivere sentenze, di parlare e di esprimersi". Lo scandalo dei magistrati che parlano "scoppia sempre quando questi magistrati nelle loro inchieste toccano i poteri forti, quei fili dove c'è scritto "chi tocca muore">>.
www.repubblica.it

Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono stati lasciati soli. Anche loro venivano screditati, non erano ascoltati, anche a loro venivano tolte le risorse per lavorare.
Vogliamo che qualcosa cambi? E’ importante saper riconoscere chi lavora davvero e chi si limita a sputare belle parole.
Non diamo peso alle vuote parole, chiediamo dati, informazioni vere, fatti! Pretendiamo un po’ di legalità. Anche se siamo italiani…

Non abbandoniamo anche Forleo e De Magistris.

martedì 23 ottobre 2007

martedì 16 ottobre 2007

OCCASIONI PERDUTE

Ancora una volta hanno perso l'occasione per cambiare rotta.

Palazzo Chigi si vanta dell'avvio della procedura di assegnazione delle frequenze WiMax, sembra quasi un servizio reso ai cittadini, un'innovazione per il Paese.
A ben guardare invece, si tratta della solita bufala italiana.
Pochi soggetti economici si accaparreranno la concessione delle licenze.
E venderanno a caro prezzo ai cittadini la possibilità di accedere alla rete, di scambiare liberamente informazioni, in poche parole di esercitare i propri diritti.


Wimax: procedura per assegnazione frequenze
È stata avviata il 15 ottobre 2007 dal ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, la procedura di assegnazione dei diritti d'uso delle frequenze "WiMax" (Worldwide Interoperability for Microwave Access). I diritti d'uso delle frequenze di gara hanno una durata di 15 anni a partire dalla data di rilascio, sono rinnovabili e non possono essere ceduti a terzi senza l'autorizzazione del Ministero delle Comunicazioni. La tecnologia WiMax è un sistema di radiocomunicazioni che consente di offrire all'utente servizi di accesso a larga banda alle reti, tramite collegamenti via radio fra una singola stazione base localizzata in una posizione fissa ed un numero di stazioni utente collegate a detta stazione base. Essa permette di portare la banda larga anche là dove è impossibile realizzare collegamenti Internet via cavo, consentendo di coprire vasti territori con una singola antenna, e richiedendo, quindi, investimenti molto limitati. ... (leggi il resto)

E' interessante leggere la "procedura" prevista (ed approvata) per l'assegnazione delle frequenze.
In particolare segnalerei i requisiti dei soggetti che possono partecipare alla gara, ovvero:
• prevedere nel proprio oggetto sociale il complesso delle attività connesse all’utilizzo dei diritti d’uso;
• prevedere nel proprio statuto una durata pari almeno a quella dei diritti d’uso;
• essere titolare di autorizzazioni generali per le reti e/o i servizi di comunicazione elettronica ad uso pubblico o dimostrare la propria idoneità tecnica e commerciale nel settore;
• essere o impegnarsi a costituire una società di capitali.
Estremamente significativi sono inoltre gli importi minimi per ogni diritto d'uso. Sono numeri a 7 cifre, decimali esclusi.

Credo che i servizi pubblici debbano essere tali. Ovvero gestiti (bene!) dall'ente pubblico e messi a disposizione di tutti i cittadini.
Non ha senso delegare a privati (che hanno come finalità il lucro) la gestione e la distribuzione di servizi. E' ormai assodato, è sotto gli occhi di tutti.
La qualità non migliora (anzi, in molti casi è addirittura peggiore rispetto a quella - pur scarsa - garantita da una gestione pubblica), i costi non diminuiscono, le garanzie per i cittadini vengono meno.
C'è una petizione on-line , che probabilmente lascerà il tempo che trova.
Scriveva Beppe Grillo il 28 gennaio 2005:
Sono un partigiano della terza guerra mondiale, quella dell’informazione.
Non siamo privati dell’informazione, oggi c’è la sommersione dell’informazione.
L’unico modo per assicurare la sopravvivenza della democrazia è avere la garanzia che il governo non controlli la possibilità dei cittadini di condividere informazioni e di comunicare.
E ancora, sull'argomento:
15 giugno 2007

giovedì 11 ottobre 2007

IN VINO VERITAS



"Nel paese della bugia, la verità è una malattia".
Gianni Rodari.

martedì 9 ottobre 2007

BIRMANIA - ITALIA

Aung San Suu Kyi
Premio Nobel per la pace nel 1991.

Rinchiusa agli arresti domiciliari dal governo birmano, Aung San Suu Kyi non è potuta essere presente alla cerimonia di premiazione: a Stoccolma c'erano al suo posto il marito e i due figli che hanno consegnato ai membri della Fondazione una sua fotografia. Loro stessi, d'altronde, non avevano contatti con lei dal 1990, l'anno in cui è cominciata la sua detenzione.
Aung San Suu Kyi è la leader del movimento democratico che nel Myanmar (così la giunta militare che ha preso il potere nel 1988 ha ribattezzato la Birmania) persegue la cosiddetta "seconda lotta per l'indipendenza". Il movimento ha vinto le elezioni del 1990, ma la giunta ha respinto il verdetto popolare e ha reagito con una dura repressione.








Nelle ultime settimane si è sentito parlare della Birmania.


Non è ancora tempo di relegare la repressione di Myanmar a notizia di second'ordine. Siamo ben lontani dal rispetto dei diritti civili ed umani. Il "cauto ottimismo" dell'ONU, e la proposta di sanzioni (che la Cina peraltro non approva ....) nei confronti della giunta Birmana non bastano.
Suonano vuoto.




Birmania (Myanmar) - 29.1.2007 - "Scheda del conflitto"
(da Peacereporter.net)
PARTI IN CONFLITTO
1948-OGGI: il conflitto vede il governo militare del paese contro diversi movimenti armati separatisti: tra questi quelli che combattono attivamente sono l’Unione Nazionale Karen (KNU), l’Esercito dello Stato di Shan (SSA) e il Partito Progressista Nazionale Karenni (KNPP). Differentemente hanno firmato un cessate il fuoco col governo l’Organizzazione per l’Indipendenza Kachin (KIO), l’Esercito di Stato Unito Wa (UWSA), l’Alleanza Nazionale Democratica del Myanmar e la Lega Nazionale per la Democrazia (NDL). Le minoranze etniche nel Myanmar sono oltre 35. Il paese è guidato dal 1948, anno dell’indipendenza dalla Gran Bretagna, da una giunta militare che reprime le libertà fondamentali della popolazione e deporta i civili di origine diversa da quella birmana.
VITTIME
Il divieto d’accesso nelle zone di conflitto, note anche come “black area”, rende impossibile determinare con certezza il numero delle vittime. Si stima, comunque, che siano almeno 30 mila i morti tra la sola popolazione Karen dall’inizio del conflitto.
RISORSE CONTESE
Il Myanmar è il secondo produttore di oppio al mondo dopo l’Afghanistan, con più di 60 mila ettari di piantagioni di papavero.
FORNITURA ARMAMENTI
La Cina, insieme a Singapore, ha venduto armi al regime militare al governo, ma negli ultimi anni ha iniziato a temere le connessioni tra i cartelli criminali birmani e le mafie cinesi. Negli ultimi mesi i signori della guerra e della droga avrebbero ripiegato aprendo una rete clandestina di trasporto d’armi dalla Russia e dall’Europa Orientale. Il governo militare accusa la Thailandia di sostenere i gruppi ribelli. Tutte le parti in lotta si finanziano con i proventi della vendita di eroina.

I fatti recenti:
PeaceReporter - Dossier Birmania "La rivoluzione non violenta dei monaci birmani"

Repubblica.it - Birmania, foto choc "buca" la censura. Manifestanti schiacciati dai camion. Un'altra fonte attendibile, dopo il generale disertore, parla di fosse comuniGambari e l'Onu "Inaccettabile tornare alla situazione prima della protesta"


lunedì 8 ottobre 2007

9 ottobre 1967









Ernesto "Che" Guevara è stato ucciso 40 anni fa.




Quanto tempo è passato da quel giorno d'autunno di un ottobre avanzato, con il cielo già bruno, fra sessioni di esami, giorni persi in pigrizia, giovanili ciarpami, arrivò la notizia...
Ci prese come un pugno, ci gelò di sconforto, sapere a brutto grugno che Guevara era morto: in quel giorno d'ottobre, in terra boliviana era tradito e perso Ernesto "Che" Guevara...
Si offuscarono i libri, si rabbuiò la stanza, perché con lui era morta una nostra speranza: erano gli anni fatati di miti cantati e di contestazioni, erano i giorni passati a discutere e a tessere le belle illusioni...
"Che" Guevara era morto, ma ognuno lo credeva che con noi il suo pensiero nel mondo rimaneva...
"Che" Guevara era morto, ma ognuno lo credeva che con noi il suo pensiero nel mondo rimaneva...
Passarono stagioni, ma continuammo ancora a mangiare illusioni e verità a ogni ora, anni di ogni scoperta, anni senza rimpianti:
" Forza Compagni, all'erta, si deve andare avanti! "
E avanti andammo sempre con le nostre bandiere e intonandole tutte quelle nostre chimere... In un giorno d'ottobre, in terra boliviana, con cento colpi è morto Ernesto "Che" Guevara...
Il terzo mondo piange, ognuno adesso sa che "Che" Guevara è morto, mai più ritornerà.
Ma qualcosa cambiava, finirono i giorni di quelle emozioni e rialzaron la testa i nemici di sempre contro le ribellioni...
"Che" Guevara era morto e ognuno lo capiva che un eroe si perdeva, che qualcosa finiva... "Che" Guevara era morto e ognuno lo capiva che un eroe si perdeva, che qualcosa finiva...
E qualcosa negli anni terminò per davvero cozzando contro gli inganni del vivere giornaliero:
i Compagni di un giorno o partiti o venduti, sembra si giri attorno a pochi sopravvissuti...
Proprio per questo ora io vorrei ascoltare una voce che ancora incominci a cantare:
In un giorno d'ottobre, in terra boliviana, con cento colpi è morto Ernesto "Che" Guevara...
Il terzo mondo piange, ognuno adesso sa che "Che" Guevara è morto, forse non tornerà.
Ma voi reazionari tremate, non sono finite le rivoluzioni
e voi, a decine, che usate parole diverse, le stesse prigioni,
da qualche parte un giorno, dove non si saprà, dove non l'aspettate,
il "Che" ritornerà,
da qualche parte un giorno, dove non si saprà, dove non l'aspettate,
il "Che" ritornerà !

giovedì 4 ottobre 2007

V-day, giustizia e varie amenità

Di ritorno dal mio periodo di latitanza, non mantengo le promesse: non sono più presente, non sono più costante.

Posto questo meraviglioso video, un monologo gustosissimo di Marco Travaglio.



Adoro quest'uomo.
Quasi quasi gli chiedo di ... sposarmi!

venerdì 7 settembre 2007

VACATION TIME


Intendo trasformare questo periodo di semi-latitanza dal Web in una vacanza "vera".
I buoni propositi includono per il futuro, al rientro, una presenza un filino più costante in questo mio spazio virtuale ma non troppo.

Naturalmente domani non mancherò di firmare per l'iniziativa di legge popolare per un Parlamento PULITO!

Iscriviti al Vaffanculo Day

sabato 1 settembre 2007

8 settembre - V-day

Una "TV" che vale la pena tenere accesa:

Guarda la TV del V-Day!



Legge di iniziativa popolare.
"PARLAMENTO PULITO"

1. NO AI PARLAMENTARI CONDANNATI
Nessun cittadino può candidarsi in Parlamento se condannato in via definitiva, o in primo e secondo grado in attesa di giudizio finale.

2. DUE LEGISLATURE
Nessun cittadino italiano può essere eletto in Parlamento per più di due legislature. La regola è valida retroattivamente.

3. ELEZIONE DIRETTA
I candidati al Parlamento devono essere votati dai cittadini con la preferenza diretta.

IO NON MI SENTO ITALIANO!
(il grande Giorgio Gaber)

giovedì 30 agosto 2007

8 SETTEMBRE - V-Day

Si sta avvicinando il "V-day".
Iscriviti al Vaffanculo Day
Ma di cosa si tratta?
Legge di iniziativa popolare.
"PARLAMENTO PULITO"

1. NO AI PARLAMENTARI CONDANNATI
Nessun cittadino può candidarsi in Parlamento se condannato in via definitiva, o in primo e secondo grado in attesa di giudizio finale.

2. DUE LEGISLATURE
Nessun cittadino italiano può essere eletto in Parlamento per più di due legislature. La regola è valida retroattivamente.

3. ELEZIONE DIRETTA
I candidati al Parlamento devono essere votati dai cittadini con la preferenza diretta.

Semplice. Chiaro. Giusto. Logico. Lineare.
Credo sia doveroso firmare.
Per non aspettare sempre che qualcun altro risolva i problemi per noi.
Perché non sarà la classe politica a rinunciare ai propri privilegi.

A Trento, in via Mazzini.
A Torbole sul Garda, in via Matteotti
(presso il "Power Bar", dalle ore 07.00 alle ore 17.00).


Ci sono anch'io!
(Cercami in questa pagina)

venerdì 3 agosto 2007