I VESTITI DEL RE

La mia sola dipendenza è la libertà.
E non intendo disintossicarmi.
****
I'm addicted to freedom only.
And I'm not going to undergo any treatment.

lunedì 30 aprile 2012

IS FEMINISM ON THE RISE IN ITALY?


http://www.guardian.co.uk 

Compared to women in Italy, we are making progress 

It seems Italian women in the media are no better off, post-Berlusconi – and they are aspiring to the British model Imagine a beautiful young woman between two wizened men. 
They take off her coat to reveal a low-cut top and then make her say things in her funny foreign accent like a ventriloquist's doll. 

Now imagine this clip in English on a prime-time BBC news programme. Just imagine. 
This is what happened in Italy when Rai Uno, the state-owned channel, broadcast this news item on La Donna del Festival earlier this year. Rai thought nothing of broadcasting it at 8 pm, never dreaming that any Italian would complain. 
The channel, led by a female general manager, Lorenza Lei, were wrong. 
 Natascha Fioretti, equal opportunities director at the Associazione Pulitzer, complained and when Rai refused to apologise – saying that the clip was "only a game" – she launched a petition on Facebook. Some 4,000 people have signed so far. Surely this is a sign that feminism in Italy – for so long a dirty word in the era of the lothario-cum-president – is on the rise? 

My experience last week, on a panel about women and the media at the International Journalism Festival in Perugia, suggested not.
Instead of a renaissance in the woman's movement following the resignation of Silvio Berlusconi last year, the women I met spoke of their despair at what they describe as a gender backlash since Berlusconi quit.
"They say, 'now Berlusconi is gone, women are OK and there are more important things to worry about'," explains Fioretti.
Asked whether Italy is a good place to be a woman, Loredana Lipperini, who writes for La Repubblica, snorted: "In the light of this data there's no reason to be optimistic." Much of the focus last week – unsurprising given the nature of the festival – was not the fact that Italy has one of the lowest rates of working women, nor that pay inequality means that women are paid 40% less than men, it is the way they are regularly demeaned or treated as decoration in the media, particularly on screens long dominated by Berlusconi. (The owner of MediaSet could still influence the state-owned broadcaster Rai by making senior appointments).
This situation means that I found myself in the slightly unusual position of hearing the UK held up as some sort of role model when it comes to women and the media. Makes a change, eh? Even with page 3, advertising that promotes skeletal children and national TV screens largely devoid of wrinkly women, the strides made to recognise what women think and say rather than just what they look like in the UK is applauded in Italy. So while a classics professor might be forced to defend her long grey hair and lack of makeup, she simply wouldn't be given the gig in Italy.
The Leveson inquiry may have moved swiftly on from the complaints made by women's groups about the objectification and treatment of women to deal with corruption at the highest levels of office, but I came away encouraged by the sense that the way women are portrayed in the UK media is improving, if in no way equal to men.
I haven't let Italian vino go to my head.

The problems talked about in Perugia – the way violence against women is regularly seen as the woman's fault, the double standards meted out to female politicians, the way the word "feminist" is still laden with negative connotations, to name just a few, are all media issues that cross national boundaries – but there has been change. We once thought nothing of watching scantily clad women totter on our prime-time TV screens promising to save the world one furry animal at a time on Miss World.
Now we can turn to the web to complain; not always, and not enough, but we should at least be cheered by the opportunity. Perhaps I'm wrong. Has anyone out there got equally egregious examples of sexist TV in the UK? Or the worst bits of the British press? Let me know. It's always good to keep a list.
 

Jane Martinson
The Guardian,
Monday 30 April 2012


... no, it is not.

sabato 24 marzo 2012

CANZONE

domenica 1 gennaio 2012

VERTIGINI

La vertigine non è
paura di cadere
ma
voglia di volare.

martedì 6 dicembre 2011

WAKE UP, PEOPLE

He who sacrifices freedom
for security
deserves neither.
- Ben Franklin





Colui/colei che sacrifica la libertà
per la sicurezza
non merita né l'una né l'altra.
- Benjamin Franklin


Leggo anche oggi su l'Ansa.it che il divario tra ricchi e poveri continua ad ampliarsi, anziché ridursi.

Un po' come quando ci dicono che in inverno per difenderci dal freddo dobbiamo vestirci in modo adeguato e che in estate, siccome fa caldo, è bene mangiare tanta verdura e bere molta acqua.

Nessuno si sente preso un tantino in giro?
Vogliamo dare la giusta dimensione a questa "crisi"?

domenica 27 novembre 2011

RUTILANTE



METEOROPATIA

sabato 26 novembre 2011

PECULIAR

domenica 20 novembre 2011

LA MORALE E' SEMPRE QUELLA



Il moralista dice di no agli altri,
l'uomo morale solo a sé stesso.

- Pier Paolo Pasolini





C'è bisogno di Persone Morali.
E di intelligenze in grado di comprenderle.

sabato 19 novembre 2011

ORDINARIA DISCONNESSIONE

Estate. Spiaggia. Sole. Acqua. Pace.
Coppia di vacanzieri.
Chiaramente provenienti da grande città industriosa del Nord Italia.

Lei legge ad alta voce un sms appena ricevuto:
"Senti qui: Noi siamo a (luogo), è bellissimo, si sente solo la vostra mancanza!"
Pausa di sorridente riflessione, poi: "Chi sarà?"
Legge il numero, pensosa, ad alta voce: "33 ... "

Lui: "Rispondi!"

Lei, senza battere ciglio, scrive: "Noi siamo a (luogo). E' bellissimo!"

Qualche minuto di perfetta pace e meraviglioso silenzio.
Poi di nuovo lei: "Oh, ha risposto Ok ... chissà chi è ...".


Penso alla capacità del cellulare di tenere in contatto le persone dovunque esse siano.
Rifletto sulla necessità di intrattenere umane relazioni anche a distanza.
Mi interrogo sulla qualità delle relazioni.
Rimpiango qualcosa. Non ricordo bene di che cosa si tratti.

No, il problema non è nel mezzo di comunicazione.
Scagiono immediatamente il telefono.




Mi addormento, è meglio.

venerdì 28 ottobre 2011


Gli unici modi per fuggire dalla vita
sono la pazzia
e l'ironia.

Luigi Pirandello.

giovedì 20 ottobre 2011

PEDAGOGIA



Gli uomini nascono ignoranti,
non stupidi.
 

La stupidità è il risultato dell'educazione.


- Bertrand Russell

venerdì 30 settembre 2011

GIUSTIZIA E LIBERTA'


"Mi dica, in coscienza,
lei può considerare veramente libero un uomo
che ha fame,
che è nella miseria,
che non ha lavoro,
che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli ed educarli?

Questo non è un uomo libero.
Sarà libero di bestemmiare, di imprecare, ma questa non è libertà.
La libertà senza giustizia sociale è una conquista vana."

- Sandro Pertini

martedì 20 settembre 2011

SILENZIO COMPLICE


Prendi posizione.
La neutralità favorisce sempre l'oppressore, non la vittima.

Il silenzio incoraggia sempre il torturatore, non il torturato.

Elie Wiesel
Scrittore rumeno ebreo sopravvissuto all'Olocausto.
Premio Nobel per la pace nel 1986.

giovedì 15 settembre 2011

COMPAGNIE PARADOSSALI


Paradossalmente,
la capacità di stare soli
è la condizione prima
per la capacità di amare.


E. Fromm - L'arte di Amare

domenica 4 settembre 2011

SIGNIFICANTI

A ME GLI OCCHI

sabato 27 agosto 2011

ATTESE

Blessed is the Man who expects nothing
for he shall never be disappointed.

mercoledì 24 agosto 2011

IL MALE DI VIVERE

Spesso il male di vivere ho incontrato
era il rivo strozzato che gorgoglia
era l'incartocciarsi della foglia
riarsa, era il cavallo stramazzato.

Bene non seppi, fuori del prodigio
che schiude la divina Indifferenza:
era la statua nella sonnolenza
del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.

E. Montale - in Ossi di seppia


E la nuvola, E IL FALCO ALTO LEVATO


venerdì 19 agosto 2011

IMPORT-EXPORT



La Democrazia esiste
laddove non c’è nessuno così ricco da comprare un altro
e nessuno così povero da vendersi.

- Jean Jacques Rousseau

mercoledì 3 agosto 2011

HAPPINESS

 
La felicità è quando 
ciò che pensi, 
che dici 
e che fai 
sono in armonia.
 
 - Mahatma Gandhi

sabato 23 luglio 2011

PREGIUDIZIO SENZA ORGOGLIO

Sento ieri commenti a caldo sull'attentato ad Oslo, naturalmente di matrice islamica: "Li ammazzerei tutti" - "Non possono venire qui e fare quello che vogliono" - "Li odio" ... e chicche con supporti argomentativi così.
L'uomo della strada rimane intellettualmente stimolante. E' instruttivo ascoltare.

*** *** ***

Pare poi però che il responsabile delle stragi sia un occidentale, norvegese, Cattolico, addirittura biondo.

E quidi non più un gruppo di persone "tutte uguali", animate da istinti omidici collettivi, nemiche della nostra meravigliosa civiltà occidentale fondata su amore e solidarietà, legalità e giustizia sociale, immune da pregiudizi e perfettamente laica, non influenzata dalla superstizione religiosa.
No. 
Si tratta di un singolo pazzo, un fanatico solo. Isolato.
Il terrore viene forse ridimensionato. I morti un po' meno morti. La paura contenuta.
L'odio e la rabbia scemano.

Perché il fondamentalismo Cristiano non esiste, non deve fare paura, non è.
Il fondamentalismo islamico, di cui sappiamo poco o nulla, quello sì è una minaccia vera, reale, tangibile. Che deve essere pubblicizzata.
Un pazzo omicida arabo è una minaccia reale, moltiplicata per mille, è espressione di una civiltà.
Un pazzo omicida norvegese è solo un povero pazzo.

Di fronte a dati di fatto, la percezione della realtà risulta troppo spesso distorta.
E' naturale, dovremmo conoscere i meccanismi  che ci portano a questi "bias" e dovremmo cercare di difenderci a spada tratta dagli inganni delle nostre stesse menti.

Invece ...


*** *** *** 
Si legge, su ANSA.it.

22 luglio, 22:08
L'ombra del terrorismo jihadista  
  - di Salvatore Lussu
ROMA - Ancora non si era disperso il fumo dell'esplosione nel centro di Oslo che gia' la parola terrorismo iniziava a fare capolino sul web, con le piu' varie congetture che da subito hanno iniziato a moltiplicarsi sui vari siti di informazione. E a prendere corpo e' stato soprattutto il timore che dietro gli attacchi di questo pomeriggio potesse esserci la mano di al-Qaida, o di altri gruppi fondamentalisti islamici. Una possibilita' che al momento non ha ancora ricevuto conferme, ma che sembra essere corroborata da una rivendicazione arrivata da un gruppo finora sconosciuto, i ''Sostenitori della Jihad globale'', che lo collegano alla ricorrente pubblicazione delle vignette di Maometto.
Anche alcuni quotidiani norvegesi, infatti, dopo la Danimarca, avevano in due riprese pubblicato le vignette che avevano fatto esplodore la rabbia del mondo islamico: prima il cristiano Magazinet all'inizio del 2006 e poi l'Aftenposten nel 2010. Un'altra rivendicazione, pubblicata su uno dei forum che compongono la confusa galassia del jihadismo online, e' stata invece subito smentita. A far considerare seriamente anche la pista islamica e' il fatto che il Paese scandinavo, nel recente passato, ha gia' ricevuto le attenzioni del terrorismo fondamentalista. Esattamente un anno fa la polizia aveva smantellato una cellula di tre persone legate ad al Qaida e sospettate di preparare un attacco a Oslo come vendetta per la pubblicazione delle vignette offensive raffiguranti Maometto.
Molti siti d'informazione hanno poi tirato in ballo la figura del mullah Krekar, controverso fondatore del gruppo curdo-islamista Ansar al-Islam, da anni residente in Norvegia. Dieci giorni fa un procuratore norvegese l'aveva incriminato per terrorismo per aver minacciato di morte politici norvegesi nel caso in cui fosse stato espulso dal Paese. Il Paese aveva infatti ordinato l'espulsione di Krekar verso l'Iraq, suo Paese d'origine, considerandolo una minaccia per la sicurezza nazionale.
Il religioso, attraverso il suo avvocato, ha subito smentito qualsiasi coinvolgimento nella vicenda. Un'altra motivazione plausibile, nell'ipotesi che l'attentato di oggi sia di matrice islamica, e' poi naturalmente la partecipazione della Norvegia alle missioni militari in Paesi islamici. Ultima in ordine di tempo quella in Libia, anche se i caccia F-16 norvegesi, cesseranno da fine mese le operazioni sul territorio nordafricano. E naturalmente l'Afghanistan, dove la Norvegia e' presente nell'ambito della Nato fin dall'inizio della guerra lanciata da George W. Bush, una partecipazione che negli anni scorsi ha attirato piu' volte gli strali di al Qaida.

E ancora:

22 luglio, 22:33  
La morte di Osama non ferma il terrore
- di Stefano Polli
ROMA - La morte del simbolo e della guida del terrorismo globale di inizio secolo non ha fermato il terrorismo. L'uccisione di Osama bin Laden ha avuto un forte impatto emotivo e ha chiuso una caccia durata un decennio all'uomo che attacco' l'America l'undici settembre di dieci anni fa. Ma non ha chiuso la partita. E' importante continuare a combattere contro il terrorismo, ha detto il presidente Barack Obama appena raggiunto dalla notizia degli attacchi di Oslo.
D'altra parte, le immagini del centro sventrato della capitale norvegese ricordano in maniera drammatica quelle degli attacchi alla metropolitana di Londra o alle stazioni di Madrid. E anche il coordinamento tra l'attacco al cuore della citta' e la sparatoria al meeting dei laburisti ricorda in maniera sinistra le capacita' militari dei vari gruppi di fuoco che hanno colpito in mezzo mondo negli ultimi anni. In realta' e' ancora presto per indicare una matrice agli attacchi di Oslo.
Le prime rivendicazioni da parte di alcuni gruppi islamici non sembrano pienamente credibili. E' quindi ancora prematuro attribuire al terrorismo di stampo islamico la responsabilita' di questa nuova strage, anche se le prime ipotesi della polizia vanno in quella direzione. Ma, sicuramente, come ha detto ancora Obama, gli attacchi in Norvegia mostrano come nessun Paese ''grande o piccolo'' e' immune alla violenza e al terrorismo. E anche la decisione della polizia norvegese di ''rafforzare i controlli alle frontiere'', applicando la norma che permette la sospensione della libera circolazione prevista dagli accordi Schengen - ai quali la Norvegia aderisce anche se non fa parte dell'Unione europea - getta nuovamente e plasticamente l'Europa nell'incubo degli attacchi terroristici.
Era noto che Al Qaida, gia' molto prima della morte di bin Laden, era diventata una galassia senza punti di riferimento con gruppi locali, autonomi e indipendenti, in grado di programmare e gestire attacchi terroristici senza avere contatti con la ''Casa madre'' nascosta e sperduta sulle montagne tra l'Afghanistan e il Pakistan. Di questo si sono avute numerose conferme in questi anni. Da Oslo, oggi si e' avuta la conferma che il terrorismo non e' stato sconfitto e che puo' avere molte facce. Puo' colpire in qualsiasi momento, anche in una calda e serena serata d'estate, e in ogni luogo, anche in una delle capitali piu' sicure e tranquille del mondo.
La comunita' internazionale, alle prese da troppo tempo con problemi che stenta a risolvere, fa fatica a comprendere pienamente - agendo, soprattutto, di conseguenza - che una nuova forte collaborazione internazionale deve essere alla base della lotta al terrorismo. Il terrorismo purtroppo non e' ancora sconfitto. Le illusioni - semmai qualcuno ne avesse avute - dopo l'uccisione di bin Laden hanno, inevitabilmente, avuto vita breve.


Il tutto poi sonoramente smentito.
Ma nell'immaginario collettivo, cosa rimane?