I VESTITI DEL RE

La mia sola dipendenza è la libertà.
E non intendo disintossicarmi.
****
I'm addicted to freedom only.
And I'm not going to undergo any treatment.

martedì 9 ottobre 2007

BIRMANIA - ITALIA

Aung San Suu Kyi
Premio Nobel per la pace nel 1991.

Rinchiusa agli arresti domiciliari dal governo birmano, Aung San Suu Kyi non è potuta essere presente alla cerimonia di premiazione: a Stoccolma c'erano al suo posto il marito e i due figli che hanno consegnato ai membri della Fondazione una sua fotografia. Loro stessi, d'altronde, non avevano contatti con lei dal 1990, l'anno in cui è cominciata la sua detenzione.
Aung San Suu Kyi è la leader del movimento democratico che nel Myanmar (così la giunta militare che ha preso il potere nel 1988 ha ribattezzato la Birmania) persegue la cosiddetta "seconda lotta per l'indipendenza". Il movimento ha vinto le elezioni del 1990, ma la giunta ha respinto il verdetto popolare e ha reagito con una dura repressione.








Nelle ultime settimane si è sentito parlare della Birmania.


Non è ancora tempo di relegare la repressione di Myanmar a notizia di second'ordine. Siamo ben lontani dal rispetto dei diritti civili ed umani. Il "cauto ottimismo" dell'ONU, e la proposta di sanzioni (che la Cina peraltro non approva ....) nei confronti della giunta Birmana non bastano.
Suonano vuoto.




Birmania (Myanmar) - 29.1.2007 - "Scheda del conflitto"
(da Peacereporter.net)
PARTI IN CONFLITTO
1948-OGGI: il conflitto vede il governo militare del paese contro diversi movimenti armati separatisti: tra questi quelli che combattono attivamente sono l’Unione Nazionale Karen (KNU), l’Esercito dello Stato di Shan (SSA) e il Partito Progressista Nazionale Karenni (KNPP). Differentemente hanno firmato un cessate il fuoco col governo l’Organizzazione per l’Indipendenza Kachin (KIO), l’Esercito di Stato Unito Wa (UWSA), l’Alleanza Nazionale Democratica del Myanmar e la Lega Nazionale per la Democrazia (NDL). Le minoranze etniche nel Myanmar sono oltre 35. Il paese è guidato dal 1948, anno dell’indipendenza dalla Gran Bretagna, da una giunta militare che reprime le libertà fondamentali della popolazione e deporta i civili di origine diversa da quella birmana.
VITTIME
Il divieto d’accesso nelle zone di conflitto, note anche come “black area”, rende impossibile determinare con certezza il numero delle vittime. Si stima, comunque, che siano almeno 30 mila i morti tra la sola popolazione Karen dall’inizio del conflitto.
RISORSE CONTESE
Il Myanmar è il secondo produttore di oppio al mondo dopo l’Afghanistan, con più di 60 mila ettari di piantagioni di papavero.
FORNITURA ARMAMENTI
La Cina, insieme a Singapore, ha venduto armi al regime militare al governo, ma negli ultimi anni ha iniziato a temere le connessioni tra i cartelli criminali birmani e le mafie cinesi. Negli ultimi mesi i signori della guerra e della droga avrebbero ripiegato aprendo una rete clandestina di trasporto d’armi dalla Russia e dall’Europa Orientale. Il governo militare accusa la Thailandia di sostenere i gruppi ribelli. Tutte le parti in lotta si finanziano con i proventi della vendita di eroina.

I fatti recenti:
PeaceReporter - Dossier Birmania "La rivoluzione non violenta dei monaci birmani"

Repubblica.it - Birmania, foto choc "buca" la censura. Manifestanti schiacciati dai camion. Un'altra fonte attendibile, dopo il generale disertore, parla di fosse comuniGambari e l'Onu "Inaccettabile tornare alla situazione prima della protesta"


lunedì 8 ottobre 2007

9 ottobre 1967









Ernesto "Che" Guevara è stato ucciso 40 anni fa.




Quanto tempo è passato da quel giorno d'autunno di un ottobre avanzato, con il cielo già bruno, fra sessioni di esami, giorni persi in pigrizia, giovanili ciarpami, arrivò la notizia...
Ci prese come un pugno, ci gelò di sconforto, sapere a brutto grugno che Guevara era morto: in quel giorno d'ottobre, in terra boliviana era tradito e perso Ernesto "Che" Guevara...
Si offuscarono i libri, si rabbuiò la stanza, perché con lui era morta una nostra speranza: erano gli anni fatati di miti cantati e di contestazioni, erano i giorni passati a discutere e a tessere le belle illusioni...
"Che" Guevara era morto, ma ognuno lo credeva che con noi il suo pensiero nel mondo rimaneva...
"Che" Guevara era morto, ma ognuno lo credeva che con noi il suo pensiero nel mondo rimaneva...
Passarono stagioni, ma continuammo ancora a mangiare illusioni e verità a ogni ora, anni di ogni scoperta, anni senza rimpianti:
" Forza Compagni, all'erta, si deve andare avanti! "
E avanti andammo sempre con le nostre bandiere e intonandole tutte quelle nostre chimere... In un giorno d'ottobre, in terra boliviana, con cento colpi è morto Ernesto "Che" Guevara...
Il terzo mondo piange, ognuno adesso sa che "Che" Guevara è morto, mai più ritornerà.
Ma qualcosa cambiava, finirono i giorni di quelle emozioni e rialzaron la testa i nemici di sempre contro le ribellioni...
"Che" Guevara era morto e ognuno lo capiva che un eroe si perdeva, che qualcosa finiva... "Che" Guevara era morto e ognuno lo capiva che un eroe si perdeva, che qualcosa finiva...
E qualcosa negli anni terminò per davvero cozzando contro gli inganni del vivere giornaliero:
i Compagni di un giorno o partiti o venduti, sembra si giri attorno a pochi sopravvissuti...
Proprio per questo ora io vorrei ascoltare una voce che ancora incominci a cantare:
In un giorno d'ottobre, in terra boliviana, con cento colpi è morto Ernesto "Che" Guevara...
Il terzo mondo piange, ognuno adesso sa che "Che" Guevara è morto, forse non tornerà.
Ma voi reazionari tremate, non sono finite le rivoluzioni
e voi, a decine, che usate parole diverse, le stesse prigioni,
da qualche parte un giorno, dove non si saprà, dove non l'aspettate,
il "Che" ritornerà,
da qualche parte un giorno, dove non si saprà, dove non l'aspettate,
il "Che" ritornerà !

giovedì 4 ottobre 2007

V-day, giustizia e varie amenità

Di ritorno dal mio periodo di latitanza, non mantengo le promesse: non sono più presente, non sono più costante.

Posto questo meraviglioso video, un monologo gustosissimo di Marco Travaglio.



Adoro quest'uomo.
Quasi quasi gli chiedo di ... sposarmi!

venerdì 7 settembre 2007

VACATION TIME


Intendo trasformare questo periodo di semi-latitanza dal Web in una vacanza "vera".
I buoni propositi includono per il futuro, al rientro, una presenza un filino più costante in questo mio spazio virtuale ma non troppo.

Naturalmente domani non mancherò di firmare per l'iniziativa di legge popolare per un Parlamento PULITO!

Iscriviti al Vaffanculo Day

sabato 1 settembre 2007

8 settembre - V-day

Una "TV" che vale la pena tenere accesa:

Guarda la TV del V-Day!



Legge di iniziativa popolare.
"PARLAMENTO PULITO"

1. NO AI PARLAMENTARI CONDANNATI
Nessun cittadino può candidarsi in Parlamento se condannato in via definitiva, o in primo e secondo grado in attesa di giudizio finale.

2. DUE LEGISLATURE
Nessun cittadino italiano può essere eletto in Parlamento per più di due legislature. La regola è valida retroattivamente.

3. ELEZIONE DIRETTA
I candidati al Parlamento devono essere votati dai cittadini con la preferenza diretta.

IO NON MI SENTO ITALIANO!
(il grande Giorgio Gaber)

giovedì 30 agosto 2007

8 SETTEMBRE - V-Day

Si sta avvicinando il "V-day".
Iscriviti al Vaffanculo Day
Ma di cosa si tratta?
Legge di iniziativa popolare.
"PARLAMENTO PULITO"

1. NO AI PARLAMENTARI CONDANNATI
Nessun cittadino può candidarsi in Parlamento se condannato in via definitiva, o in primo e secondo grado in attesa di giudizio finale.

2. DUE LEGISLATURE
Nessun cittadino italiano può essere eletto in Parlamento per più di due legislature. La regola è valida retroattivamente.

3. ELEZIONE DIRETTA
I candidati al Parlamento devono essere votati dai cittadini con la preferenza diretta.

Semplice. Chiaro. Giusto. Logico. Lineare.
Credo sia doveroso firmare.
Per non aspettare sempre che qualcun altro risolva i problemi per noi.
Perché non sarà la classe politica a rinunciare ai propri privilegi.

A Trento, in via Mazzini.
A Torbole sul Garda, in via Matteotti
(presso il "Power Bar", dalle ore 07.00 alle ore 17.00).


Ci sono anch'io!
(Cercami in questa pagina)

venerdì 3 agosto 2007

martedì 17 luglio 2007

V-day

Mi limito a "copincollare".
Niente commenti, non servono.
L'iniziativa è da sostenere. Nei contenuti.

Beppe Grillo e il V-day!

da: Repubblica.it
CORTE CONTI: OK BEPPE GRILLO, VIA I POLITICI CORROTTI
Via, per sempre, i politici corrotti: chi riveste una carica pubblica e viene condannato in via definitiva per "cattiva amministrazione", non deve avere la possibilita' di candidarsi di nuovo. A sorpresa, la Corte dei Conti si dichiara d'accordo con la proposta, che definisce "un po' forte, clamorosa", come quella di Beppe Grillo che recentemente ha depositato alla Cassazione una richiesta di legge popolare per un "Parlamento pulito". Il procuratore generale della magistratura contabile Claudio De Rose, in occasione di una riflessione sui risultati raggiunti dalla Procura generale in vista del suo prossimo collocamento a riposo, si spinge ancora piu' in la': "Chi e' condannato in via definitiva deve essere destituito dalla carica che riveste". L'ineleggibilita' e la revoca del mandato dovrebbe riguardare in particolare chi si macchia di corruzione in tema di appalti o di frodi comunitarie, fenomeno questo che "non accenna a diminuire". Sulla stessa linea, il viceprocuratore generale aggiunto Mario Ristuccia: "C'e' una domanda nel paese di corretto uso delle risorse pubbliche. Se c'e' un amministratore che le usa in modo distorto, una sanzione accessoria di questo tipo sarebbe la garanzia di cui la Nazione avrebbe bisogno".

Il v-day è l' 8 settembre 2007!

martedì 3 luglio 2007

GIUDIZI UNIVERSALI



Troppo cerebrale per capire che si può star bene
senza complicare il pane
ci si spalma sopra un bel giretto di parole vuote ma doppiate
Mangiati le bolle di sapone intorno al mondo
e quando dormo taglia bene l'aquilone,
togli la ragione e lasciami sognare,
lasciami sognare in pace
Liberi com'eravamo ieri, dei centimetri di libri sotto i piedi
per tirare la maniglia della porta e andare fuori
come Mastroianni anni fa, come la voce guida la pubblicità
ci sono stati dei momenti intensi ma li ho persi già
Troppo cerebrale per capire che si può star bene
senza calpestare il cuore
ci si passa sopra almeno due o tre volte i piedi come sulle aiuole
Leviamo via il tappeto e poi mettiamoci dei pattini
per scivolare meglio sopra l'odio
Torre di controllo, aiuto, sto finendo l'aria dentro al serbatoio
Potrei ma non voglio fidarmi di te io non ti conosco e in fondo non c'è
in quello che dici qualcosa che pensi
sei solo la copia di mille riassunti
Leggera leggera si bagna la fiamma
rimane la cera e non ci sei più...
Vuoti di memoria,
non c'è posto per tenere insieme tutte le puntate di una storia
piccolissimo particolare, ti ho perduto senza cattiveria
Mangiati le bolle di sapone intorno al mondo
e quando dormo taglia bene l'aquilone
togli la ragione e lasciami sognare, lasciami sognare in pace
Libero com'ero stato ieri ho dei centimetri di cielo sotto ai piedi
adesso tiro la maniglia della porta e vado fuori
come Mastroianni anni fa, sono una nuvola, fra poco pioverà
e non c'è niente che mi sposta o vento che mi sposterà
Potrei ma non voglio fidarmi di te
io non ti conosco e in fondo non c'è
in quello che dici qualcosa che pensi
sei solo la copia di mille riassunti
Leggera leggera si bagna la fiamma
rimane la cera e non ci sei più, non ci sei più, non ci sei...

Samuele Bersani (1997)

sabato 30 giugno 2007

ESEAP LEB LI ...

Il nostro Mondo va alla rovescia.
Siamo talmente apatici che non facciamo più una piega nel considerare normale la follia.
Qualcuno denuncia qualcosa, ma di solito non viene preso sul serio.
Se l'informazione viene sostituita dallo spettacolo, che folklore sia ... ma con un po' di sostanza!

Iscriviti al Vaffanculo Day

"L’Italia è il Paese di Valentino Rossi e del maggior numero di morti per incidenti stradali. Il Paese del sole senza impianti di energia solare. Il Paese dell’arte con discariche e inceneritori e rigassificatori come nessuno in Europa. Il Paese del Diritto Romano con 350.000 leggi inapplicabili e in conflitto tra loro. La libertà di stampa, quella poca che ci è rimasta, è in pericolo. Il Parlamento voterà a luglio al Senato una legge per impedire che siano rese pubbliche le intercettazioni disposte dalla magistratura che riguardano i politici".
(http://www.beppegrillo.it)


domenica 3 giugno 2007

UNA CAREZZA AI BAMBINI

In questi giorni è arrivato (finalmente) in Italia il video “Sex Crimes and Vatican” - su cui la BBC vanta i diritti.
Oggi ne parla anche Beppe Grillo, nel post “L’informazione asimmetrica”, nel quale denuncia ancora una volta la condizione in cui versa il cittadino che attinge ai soli media “istituzionali” per ottenere le informazioni.
Informatica, inglese, innovazione … erano le tre “i” che avrebbero dovuto segnare un cambiamento epocale, secondo un famoso (quanto palesemente fuorviante) spot elettorale di qualche anno fa.

Come volevasi dimostrare … nulla.

In merito all’argomento trattato dal video in questione, è interessante fare una ricerca nella Rete.
A titolo di esempio, un articolo datato 21 novembre 2005, tratto da Corriere della Sera.it dal titolo “Scandalo in Brasile, i diari dei preti pedofili”, in cui si legge tra l’altro:
… A una settimana dal caso clamoroso dell’arresto di padre Felix Barbosa Carreiro, un prete sorpreso in un’orgia di sesso e droga con 4 adolescenti adescati su Internet, il settimanale Istoè (Così è) ieri ha rivelato che il Papa, Benedetto XVI, ha inviato ai primi di settembre una commissione in Brasile per indagare sulle denunce di abusi sessuali compiute ai danni soprattutto di bambini poveri. In almeno due casi a testimoniare la veridicità dei racconti delle vittime sono gli stessi violentatori che hanno riportato le loro esperienze su un diario. Padre Tarcisio Tadeu Spricigo ha persino compilato le dieci regole per restare impuniti.
L’INCHIESTA - L’azione determinata di Benedetto XVI, prima di diventare pontefice a capo della congregazione per la dottrina delle fede e quindi responsabile delle indagini sui casi di abusi sessuali nella Chiesa, ha già portato alcuni risultati. Il periodico anticipa la relazione che gli inviati del Papa si apprestano a portare in Vaticano. Il quadro è allarmante. …


Sembra davvero che il Vaticano intervenga con fermezza per difendere i diritti umani!
Alla luce di informazioni più attuali però questo testo assume tutt’altro significato.

Viene da pensare che le parole di Angelo Giuseppe Roncalli (Papa Giovanni XXIII): «Tornando a casa, troverete i bambini. Date loro una carezza e dite: Questa è la carezza del Papa. … » siano state fraintese.

sabato 2 giugno 2007

TENDENTE ALL'INFINITO


"Due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana, ma riguardo all'universo ho ancora dei dubbi".
A. Einstein

martedì 29 maggio 2007

LATITANZA RIFLESSIVA

Reduce da una settimana di vacanza “precoce” (rispetto alla stagione turistica).
Una settimana al mare, nel nulla. Senza internet, senza radio. Niente giornali, nessun contatto con le pseudo-notizie che quotidianamente in qualche modo ci raggiungono anche se non le cerchiamo.
Una terrazza a pochi metri dal mare, le rare voci umane per lo più parlano una lingua a me sconosciuta. Un Paradiso “orizzontale” (mancano le montagne, e per lo più sto poco in piedi).
Qualche giorno di sole, lettura e silenzio.
Tra l'altro leggo “La mafia spiegata ai miei figli” di Silvana La Spina. Denso di fatti e nomi, ottimo punto di partenza per approfondire un argomento di cui mi accorgo di non sapere nulla. Cosa mi colpisce, sopra tutto? La collusione delle istituzioni, dei governi, dei poteri “ufficiali” con una realtà criminale che si dice di voler debellare. Ipocrisia, giusto per semplificare.
Poi leggo “Pappagalli Verdi”, di Gino Strada. Scopro che esiste una mina che si chiama vs-50 e che è di produzione italiana. Poche pagine dopo faccio amicizia con una Valmara 69, altra mina italiana.
Ok, c’è una legge che ne proibisce la fabbricazione, in Italia. E’ del 1997. Consolante.
Leggo qualcosa di più spensierato, guardo il mare e penso che non ho voglia di tornare tra gli esseri umani. La realtà però ci insegue, ci raggiunge, forse non vogliamo davvero sfuggirle.

Back to usual life.



giovedì 17 maggio 2007

LATITANZA



Per un po' sarò qui, lontano da tutto.
Piacevole latitanza.

mercoledì 2 maggio 2007

ACQUA AMARA - Lupo Alberto


Qualche settimana fa, su "Lupo Alberto" n. 262 di aprile 2007, ho letto una storia che si intitola Fontamar ... ooops, pardon: "Acqua Amara".

E' solo un fumetto. Ma nelle striscie del Lupo più azzurro d'Italia trovo spesso contenuti tutt'altro che banali, un invito alla riflessione, ad ingaggiare quella "lotta contro l'imbecillità" il cui simbolo è un improbabile Enrico La Talpa con tanto di scolapasta in testa a mo' di elmo.
Lupo Alberto è un testimonial divertente, ci ricorda che spesso si riesce a pensare meglio mentre si sorride!
Per gentile concessione di Silver/McK, pubblico la riproduzione integrale di "Acqua Amara", che sembra un invito a partecipare attivamente alla campagna per la ripubblicizzazione dell'acqua.



Grazie a Silver, a tutto lo staff di Lupo Alberto, e ... ai personaggi della Fattoria McKenzie!

martedì 1 maggio 2007

INCENERITORE? NO, PER FAVORE!

C’è una associazione che dal 2004 si batte per la nostra salute.
Si occupa di rifiuti.

“Scopo dei cittadini di Nimby trentino è di portare tutte le informazioni possibili per argomentare costruttivamente sui migliori modi, al fine della salvaguardia della salute e della tutela del territorio, di gestione e di smaltimento dei rifiuti, siano essi urbani, industriali o speciali”.

Ho aderito anch’io alla catena del digiuno promossa da Nimby trentino, con il gruppo "Amici di Beppe Grillo" di Trento. Non perché penso che non mangiare per un giorno sia di per sé utile alla causa: non c’è relazione con la costruzione di un inceneritore o con lo smaltimento dei rifiuti! Credo che aderire a questa iniziativa sia un po’ come firmare una delle tante “petizioni on-line” che ci vengono proposte. Con un po’ di impegno in più.
Il 2 maggio ci sarò anch’io.

E’ la dimostrazione che l’Associazione Nimby non è sola, che altri gruppi, associazioni, comitati, e anche singoli individui, sostengono l’operato di Nimby, credono che si siano alternative “vere” per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti.

Si tratta della nostra salute, del nostro futuro.
Come sempre accade, le “fonti ufficiali” squalificano i cittadini (e, peggio!, gli esperti) che lottano per il bene comune.
Non lasciamo che la disinformazione, la pigrizia, il menefreghismo abbiano la meglio su ciò che è bene per noi, per il nostro ambiente, per il nostro presente e per il futuro.

sabato 28 aprile 2007

PRIVACY O OMERTA' ???

di MARCO TRAVAGLIO
AL CITTADINO NON FAR SAPERE
Cari lettori, quando il Parlamento approva una legge all’unanimità, di solito bisogna preoccuparsi. Indulto docet. Questa volta è anche peggio.
L’altroieri, in poche ore, con i voti della destra, del centro e della sinistra (447 sì e 7 astenuti, tra cui Giulietti, Carra, De Zulueta, Zaccaria e Caldarola), la Camera hadato il via libera alla legge Mastella che di fatto cancella la cronaca giudiziaria. Nessuno si lasci ingannare dall’uso furbetto delle parole: non è una legge “in difesa della privacy” (che esiste da 15anni) nè contro “la gogna delle intercettazioni”. Questa è una legge che, se passerà pure al Senato, impedirà ai giornalisti di raccontare - e ai cittadini di conoscere - le indagini della magistratura e in certi casi persino i processi di primo e secondo grado.
Nonè una legge contro i giornalisti.
È una legge contro i cittadini ansiosi di essere informati sugli scandali del potere, ma anche sul vicino di casa sospettato di pedofilia. Vediamo perché. Oggi gli atti d’indagine sono coperti dal segreto investigativo finché diventano “conoscibili dall’indagato”.
Da allora non sono più segreti, e se ne può parlare. Per chi li pubblica integralmente, c’è un blando divieto di pubblicazione, la cui violazione è sanzionata con una multa da 51 a 258 euro, talmente lieve da essere sopportabile quando le carte investono il diritto-dovere di cronaca. Dunque i verbali d’interrogatorio, le ordinanze di custodia, i verbali di perquisizione e sequestro,
che per definizione vengono consegnati all’indagato e al difensore, non sono segreti e si possono raccontare e, di fatto, citare testualmente (alla peggio si paga la mini-multa). È per questo che, ai tempi di Mani Pulite, gli italiani han potuto sapere in tempo reale i nomi dei politici e degli imprenditori indagati, e di
cosa erano accusati. È per questo che, di recente, abbiamo potuto conoscere subito molti particolari di Bancopoli, Furbettopoli, Calciopoli, Vallettopoli, dei crac Cirio e Parmalat, degli spionaggi di Telecom e Sismi.
Fosse stata già in vigore la legge Mastella, Fazio sarebbe ancora al suo posto, Moggi seguiterebbe a truccare i campionati, Fiorani a derubare i correntisti Bpl,
Gnutti e Consortead accumulare fortune in barba alle regole, Pollari e Pompa a spiare a destra e manca.
Per la semplice ragione che, al momento, costoro non sono stati arrestati né
processati: dunque non sapremmo ancora nulla delle accuse a loro carico.
Lo stesso valeper i sospetti serial killer e pedofili, che potrebbero agire indisturbati senza che i vicini di casa sappiano di cosa sono sospettati.
La nuova legge,infatti,da un lato aggrava a dismisura le sanzioni per chi infrange il divieto di pubblicazione: arresto fino a 30 giorni o, in alternativa, ammenda da 10 mila a 100 mila euro (cifre che nessun cronista è disposto a pagare pur di dare una notizia).
Dall’altro allarga à gogò il novero degli atti non più pubblicabili.
Anzitutto “è vietata la pubblicazione, anche parziale o per riassunto, degli atti di indagine contenuti nel fascicolo del pmo delle investigazioni difensive, anche se non più coperti da segreto, fino alla conclusione delle indagini preliminari ovvero
fino al termine dell’udienza preliminare”. La notizia è vera e non é segreta,maè vietato pubblicarla: i giornalisti la sapranno, ma non potranno più raccontarla.
A meno che non vogliano rovinarsi, sborsandodecine di migliaia di euro.
È pure vietato pubblicare, anche solo nel contenuto, “la documentazione e gli atti relativi a conversazioni, anche telefoniche, o a comunicazioni informatiche o telematiche ovvero ai dati sul traffico telefonico e telematico,anche se non più coperti da segreto”. Le intercettazioni - che hanno il pregio di fotografare in diretta un comportamento illecito, o comunque immorale, o deontologicamente grave - sono sempre top secret.
Bontà loro, gli unanimi legislatori consentiranno ancora ai giornalisti di raccontare che Tizio è stato arrestato (anche per evitare strani fenomeni di desaparecidos, comenel vecchio Sudamerica o nella Russia e nell’Iraq di oggi). Si potranno ancora riferire, ma solo nel contenuto e non nel testo, le misure cautelari,
eccetto “le parti che riproducono il contenuto di intercettazioni”.
Troppo chiare per farle sapere alla gente.
E i dibattimenti? Almeno quelli sono pubblici, ma fino a un certo punto: “non possono essere pubblicati gli atti del fascicolo del pm, se non dopo la pronuncia della sentenza d’appello”. Le accuse raccolte (esempio, nei processi Tanzi, Wanna Marchi, Cuffaro, Cogne, Berlusconi etc.) si potranno conoscere dopo una decina d’anni da quando sono state raccolte: alla fine dell’appello.
Non è meraviglioso?
L’ultima parte della legge è una minaccia ai magistrati che indagano e intercettano ”troppo”, come se l’obbligatorietà dell’azione penale fosse compatibile
con criteri quantitativi o di convenienza economica: le spese delle Procure per intercettazioni (che peraltro vengono poi pagate dagli imputati condannati, ma questo nessuno lo ricorda mai) saranno vagliate dalla Corte dei Conti per eventuali responsabilità contabili. Così, per non rischiare di risponderne di tasca propria,nessun pm si spingerà troppo in là, soprattutto per gli indagati eccellenti.
A parte «Il Giornale», nessun quotidiano ha finora compreso la gravità del provvedimento. L’Ordine dei giornalisti continua a concentrarsi su un falso problema: quello del “carcere per i giornalisti”, che è un’ipotesi puramente teorica, in un paese in cui bisogna totalizzare più di 3 anni di reclusione per rischiare di finire dentro. Qui la questione non è il carcere: sono le multe. Molto meglio una o più condanne (perlopiù virtuali) a qualche mese di galera, che una multa che nessun giornalista sarà mai disposto a pagare.
Se esistessero editori seri, sarebbero in prima fila contro la legge Mastella. A costo di lanciare un referendum abrogativo. Invece se ne infischiano: meno notizie “scomode” portano i cronisti, meno grane e cause giudiziarie avrà l’azienda.
Mastella, comprensibilmente, esulta: «Un grande ed esaltante momento della nostra attività parlamentare».
Pecorella pure: «Una buona riforma, varata col contributo fondamentale dell’opposizione ». Vivi applausi da tutto l’emiciclo, che è riuscito finalmente là dove persino Berlusconi aveva fallito: imbavagliare i cronisti.
Ma a stupire non è la cosiddetta Casa delle Libertà, che facendo onore alla sua ragione sociale ha tentato fino all’ultimo di aumentare le pene detentive e le multe (fino al 500 mila euro!) per i giornalisti.
È l’Unione, che nell’elefantiaco programma elettorale aveva promesso di allargare la libertà di stampa. Invece l’ha allegramente limitata con la gentile collaborazione del centrodestra.
Ma chi sostiene che nell’ultimo anno non è cambiato nulla, ha torto marcio.
Quando le leggi-vergogna le faceva Berlusconi, l’opposizione strillava e votava contro. Ora che le fa l’Unione, l’opposizione non strilla, anzi le vota.
In vista del passaggio al Senato, cari lettori, facciamoci sentire almeno noi, giornalisti e cittadini.

da l'Unità (19.04.2007)

Quando scrive Travaglio, c'è ben poco da aggiungere.
Ho riportato integralmente il testo, condivido tutto. Come non potrei?
Ho un po' di nostalgia, dei "girotondi", delle manifestazioni, della satira.
Non è questione di "colore", si parla di etica, di programmi, di contenuti ... non ci siamo.


Marco Travaglio sul blog di Beppe Grillo

giovedì 26 aprile 2007

OGGI ...

... faccio parlare per me il "burattinaio di parole":

In giardino il ciliegio è fiorito
agli scoppi del nuovo sole,
il quartiere si è presto riempito
di neve di pioppi e di parole.
All' una in punto si sente il suono
acciottolante che fanno i piatti,
le TV son un rombo di tuono
per l' indifferenza scostante dei gatti;

come vedi tutto è normale
in questa inutile sarabanda,
ma nell' intreccio di vita uguale
soffia il libeccio di una domanda,
punge il rovaio d' un dubbio eterno,
un formicaio di cose andate,
di chi aspetta sempre l' inverno
per desiderare una nuova estate...

Son tornate a sbocciare le strade,
ideali ricami del mondo,
ci girano tronfie la figlia e la madre
nel viso uguali e nel culo tondo,
in testa identiche, senza storia,
sfidando tutto, senza confini,
frantumano un attimo quella boria
grida di rondini e ragazzini;

come vedi tutto è consueto
in questo ingorgo di vita e morte,
ma mi rattristo, io sono lieto
di questa pista di voglia e sorte,
di questa rete troppo smagliata,
di queste mete lì da sognare,
di questa sete mai appagata
di chi starnazza e non vuol volare...

Appassiscono piano le rose,
spuntano a grappi i frutti del melo,
le nuvole in alto van silenziose
negli strappi cobalto del cielo.
Io sdraiato sull' erba verde
fantastico piano sul mio passato,
ma l' età all' improvviso disperde
quel che credevo e non sono stato;

come senti tutto va liscio
in questo mondo senza patemi,
in questa vista presa di striscio,
di svolgimento corretto ai temi,
dei miei entusiasmi durati poco,
dei tanti chiasmi filosofanti,
di storie tragiche nate per gioco,
troppo vicine o troppo distanti...

Ma il tempo, il tempo chi me lo rende?
Chi mi dà indietro quelle stagioni
di vetro e sabbia, chi mi riprende
la rabbia e il gesto, donne e canzoni,
gli amici persi, i libri mangiati,
la gioia piana degli appetiti,
l'arsura sana degli assetati,
la fede cieca in poveri miti?

Come vedi tutto è usuale,
solo che il tempo stringe la borsa
e c'è il sospetto che sia triviale
l' affanno e l' ansimo dopo una corsa,
l' ansia volgare del giorno dopo,
la fine triste della partita,
il lento scorrere senza uno scopo
di questa cosa... che chiami...

vita...


"Lettera", di Francesco Guccini
(in D'Amore, di Morte e di Altre Sciocchezze)


Live (purtroppo di pessima qualità ...)

domenica 22 aprile 2007

BUON COMPLEANNO!


Nata il 22.04.1909, compie oggi 98 anni.
Qualche anno fa ho letto l' "Elogio dell'Imperfezione", autobiografia di Rita Levi Montalcini. Ho preso in mano quel libro per caso, pensando che l'avrei riposto subito dopo. Mi sbagliavo. L'ho letto e gradito. Mi ha colpita la semplicità del linguaggio, la scorrevolezza del racconto, la narrazione quotidiana e quasi banale di una storia straordinaria.
Su di lei si trova materiale a non finire.
Io mi limito a farle gli auguri di buon compleanno, anche se lei non lo saprà.

lunedì 16 aprile 2007

BEPPE GRILLO vs. TELECOM


Intervento di Grillo all'Assemblea Telecom


Ecco i video dell'intervento di Beppe Grillo all'assemblea Telecom di Rozzano, oggi pomeriggio. Sono da vedere e da ascoltare.
Emotività ed efficacia del messaggio non sempre vanno d'accordo.
Ma forse rendono la persona più vera.

Intervento di Beppe Grillo - Prima parte:



Intervento di Beppe Grillo - Seconda parte:



Beppe Grillo prima dell'assemblea - più rilassato, più sorridente.



Qualche info in più:
La Consob mi ama. Da quando ho lanciato l’iniziativa ‘share action’ mi scrive regolarmente per chiedermi consigli. Io non mi tiro indietro e corrispondo. Un dialogo che va avanti da mesi. ... www.beppegrillo.it- Tronchetti 0,8

La Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (Consob)"boicotta" il Ministro Di Pietro e l'iniziativa di Beppe Grillo: www.beppegrillo.it - Consob e Di Pietro

AT&T LASCIA, AMERICA MOVIL RESTA
Da ansa.it:
...
I lavori si avviano così alla conclusione con il voto scontato sull'elezione dei candidati della lista Olimpia e quelli assicurati alle minoranze (Hopa e investitori istituzionali).

AMICI

Non sempre gli amici sanno come tirarti su. Ma trovano sicuramente un modo per non lasciarti cadere!

Non sempre gli amici sanno come tirarti su.
Ma trovano sicuramente un modo per ... non lasciarti cadere!"

domenica 15 aprile 2007

Dall'INVERNO all'INFERNO

Quando si parla del tempo significa che non si ha proprio niente da dire!
E' appena terminato un inverno che non c'è stato, e non si fa in tempo a godersi un po' di primavera. Questo sole di aprile fa venire voglia di spiaggia. La temperatura c'è. Solo l'escursione termica tra il giorno e la notte ci ricorda che non è ancora arrivata l'estate.

Ho visto di recente il film di Al Gore, "An Inconvenient Truth".



www.climatecrisis.net

Presentazione "americana", che per una volta non guasta: alternanza vivace tra dati scientifici e sdrammatizzazione umoristica, immagini e parole, emozione e ragione.
Un documentario piacevole, dai contenuti agghiaccianti.
Da vedere, e da non dimenticare.

Forse è già tardi per prendere provvedimenti che possano contrastare i cambiamenti climatici che i media cercano ancora per spacciarci quali normali fluttuazioni di temperatura che si ripetono nel corso dei secoli.
La situazione è seria, non si limita a non sapere più come vestirsi nelle cosiddette "mezze stagioni"!

martedì 10 aprile 2007

ASSASSINATO



Adjmal Nashkbandi - 25 anni.

lunedì 2 aprile 2007

DELLA POLITICA NON MI FIDO - Gino Strada

Sabato scorso Gino Strada è stato nuovamente ospite a "Chetempochefa".


Un messaggio accorato, preoccupato, giustamente arrabbiato, certamente indignato.
C'è ben poco da commentare. Le parole del grande Gino sono più che incisive.
Vale la pena fermarsi a riflettere.

Se si può fare qualcosa per salvare una vita umana sia sempre meglio farla che il suo contrario, a prescindere da chi è la persona da tirare fuori dai guai.
A prescindere anche dai giochi della politica
”.

Parla dell’operazione Achille in Afghanistan.
Sottolineando la contraddizione tra i bombardamenti che causano ogni giorno migliaia di vittime (di cui una piccola parte approda negli ospedali di Emergency, per la difficoltà nei collegamenti e negli spostamenti, o semplicemente perché … muore prima), e la richiesta di salvare una vita umana.
Parla di una “campagna militare di bombardamento, una campagna definita decisiva dalla Nato che si svolge in totale assenza di informazione, non c’è un giornalista”.
Parla di bombardamenti da parte dell forze NATO, seguiti da rastrellamenti da parte delle forze Afghane sul territorio.
Il cui risultato è una “collezione di vittime civili”.

Perché Emergency è una voce ascoltata?
Un milione e quattrocentomila Afghani curati da Emergency in 7 anni, è la risposta.
Azioni, non chiacchiere.

Cosa chiede Gino Strada, cosa si può fare per Ramatullah Hanefi (e per Adjmal Nashkbandi):
E’ doverosa una “richiesta ufficiale del Governo italiano al Governo afghano per la LIBERAZIONE IMMEDIATA di Ramatullah Hanefi, non che sia chiarita la posizione di Radmatullah … non c’è nulla da chiarire. Non c’è nessun mistero”.

"E’ in gioco la dignità ed il rispetto per gli esseri umani, specie per quelli per cui dovremmo portare gratitudine. "
Attualmente, dice Gino Strada, nonostante il Governo assicuri che sta facendo il possibile, “non ci sono trattative in corso”.

"Con i militari e con la Nato nessuno [rapporto] , né vogliamo averne, perché non vogliamo avere nessuna commistione.
Non vogliamo contribuire a quella favoletta che adesso mi sembra sia stata finalmente abbandonata anche ufficialmente, cioè che noi abbiamo militari, incursori … abbiamo tutta l’alta tecnologia distruttiva per costruire pozzi, fare neonatologia, aiutare le vecchiette ad attraversare la strada, distribuire i chupa chupa ai bambini.
Con le forze politiche e con i gruppi all’interno dell’Afghanistan noi abbiamo da sempre una posizione di assoluta neutralità”.

“Curiamo tutti perché crediamo che il medico non possa chiedere di fronte a un paziente, specie se un paziente è in pericolo di vita: “Ma tu per chi hai votato, ma di che squadra sei”. Ma questa è follia totale. Un ospedale deve essere un luogo ospitale per chiunque ha bisogno, e curare tutti vuol dire non fare discriminazioni. Questo non significa sposare la causa di nessuno, personalmente non ci è simpatico nessuno di quelli che usano la violenza. Che abbiano l’uniforme o che abbiano il turbante, che siano militari in divisa oppure no. Chi ha scelto la strada della violenza secondo noi ha scelto una strada sbagliata e catastrofica per tutti. Questo non vuol dire che non si parla con tutti, sono proprio loro quelli da convincere”.

Chiarezza, onestà trasparenza, pubblicità.
Queste le armi per vincere le guerre. O meglio, per evitare le guerre.

Sottoscriviamo l'appello di Emergency per salvare un’altra vita:

giovedì 29 marzo 2007

RADICAL ATHEIST - ATEO CONVINTO

In tempi in cui sempre più spesso sentiamo aleggiare lo spettro di poco credibili “guerre di religione”, parlare di logica e scienza, e di etica e valori umani anziché sovrannaturali, e di diritti ed equità é un dovere.
Se non altro per ridurre la percezione delle differenze tra le persone, ed aumentare il senso di appartenenza ad un’unica grande famiglia, quella umana.

Per puro piacere “estetico”, propongo una gustosa intervista a Douglas Adams (geniale autore della “Guida galattica per gli autostoppisti”, primo libro di una trilogia di … cinque!), in cui dichiara il proprio ateismo convinto e radicale. Ed argomenta in modo molto convincente la propria posizione in questo senso.

Per chi parla Inglese …


L'intervista da leggere

Per chi non parla Inglese, riporto alcuni significativi stralci (la traduzione è un po’ frettolosa e grossolana ... ):

AA: Sig. Adams, è stato descritto come un “ateo radicale”. E’ corretto?
Douglas: … se ti descrivi come “ateo”, qualcuno dirà: “non intendi “agnostico”? E devo rispondere che intendo proprio ateo. Non credo davvero che ci sia un Dio. In realtà sono convinto che non ci sia un Dio (una sottile differenza). Non vedo uno straccio di prova che suggerisca che ce ne sia uno.

Qualcun altro chiederà come posso affermare di saperlo? Credere che non c’è un Dio non è altrettanto irrazionale, arrogante, ecc. che credere che c’è un Dio? A questo rispondo di no, per molte ragioni.
Prima di tutto, io non credo che non ci sia un Dio. Non capisco cosa abbia a che vedere con questo un credo. Io credo o meno a mia figlia di 4 anni quando mi dice che non ha combinato quel disastro sul pavimento. Credo nella giustizia …
… io non credo che non ci sia Dio. Sono convinto che non ci sia, il che è completamente diverso e mi porta alla seconda ragione.
Non accetto le affermazioni attualmente in voga secondo cui ogni punto di vista è degno di rispetto tanto quanto qualsiasi suo opposto.

C’è qualcosa come l’ “onere della prova”, e nel caso di Dio, come nel caso della composizione della luna, questo si è radicalmente spostato. Dio era un tempo la migliore spiegazione che avessimo, ma ora ne abbiamo di immensamente migliori. Dio non è più una spiegazione per nulla, ma è diventato qualcosa che necessita a sua volta di una buona dose di dimostrazione. …

Negli anni spesi studiando storia, fisica, matematica, latino, ho imparato (per esperienza) qualcosa in meritoai fondamenti delle discussioni, delle prove, della logica … In effetti stavamo proprio imparando come individuare i differenti tipi di errori in logica, ed improvvisamante mi è parso chiaro che questi criteri semplicemente non si applicavano alle questioni religiose. Nell’educazione religiosa ci era richiesto di ascoltare con rispetto argomentazioni che, se fossero state utilizzate per supportare, per esempio, il motivo per cui le leggi sul grano (Corn Laws) furono abolite, sarebbero state derise in quando idiote e infantili e, in termini di logica e prove, semplicemente sbagliate.

sono affascinato dalla religione. (Il che è completamente diverso dal crederci!) Ha avuto un effetto talmente enorme sulle questioni umane. Che cosa è? Cosa rappresenta? Perché l’abbiamo inventata? In che modo continua a restare in vita? Che ne sarà? Adoro continuare a “rovistarci” …

Mi piace, questo autore. A modo suo era un grande.

martedì 27 marzo 2007

GINO STRADA

Sabato 24 marzo Gino Strada è stato ospite telefonico (da Kabul) di Fabio Fazio.


Ha parlato di Rahmatullah Hanefi, di Adjmal Nashkbandi, della missione di Emergency, del ruolo nelle trattative per la liberazione di Daniele Mastrogiacomo.

Ascolta Gino Strada a Chetempochefa (24.03.2007)


Il grande Gino si dice preoccupato per il proprio collaboratore, che ha avuto un ruolo fondamentale nella trattativa con i rapitori di Mastrogiacomo.
Ed è preoccupato per il futuro del lavoro di Emergency in Afghanistan.
Lavoro che consiste nel salvare vite umane, non solo una, quella che in un dato momento mediatico si trova sotto i riflettori, ma tutte quelle che si possono salvare. Sempre, comunque, indipendentemente dagli assurdi giochi di una politica poco umana e per nulla umanitaria.


www.emergency.it

lunedì 26 marzo 2007

VITE POCO IMPORTANTI







Chi li conosce?








In questi giorni sentiamo parlare del giornalista di Repubblica, Daniele Mastrogiacomo. Tornato a casa sano e salvo dall’Afghanistan, dove ha vissuto un’esperienza piuttosto spiacevole (eufemismo per "vero incubo").


Sentiamo della polemica con gli States: "Mastrogiacomo, il disappunto degli Usa", 22 marzo 2007, dal corriere.it: “Nel mirino Usa la liberazione dei 5 talebani per il rilascio di Mastrogiacomo: Washington teme che questo metodo può condurre su una strada pericolosa. Il funzionario ha sottolineato che uno dei talebani liberati è un familiare del capo talebano (il mullah Dadullah) che appare essere l'organizzatore del rapimento di Mastrogiacomo.
Dagli Stati Uniti non è arrivata alcuna «approvazione» allo scambio di prigionieri afghani per il rilascio di Mastrogiacomo. «Non è vero che abbiamo approvato lo scambio e le concessioni ci hanno colto di sorpresa» ha concluso la fonte
”.


Qualcuno accenna alle persone ritratte nelle foto (Rainews24) : "Ancora incertezza sulla sorte di Adjmal Nashkbandi, il giornalista venticinquenne afghano, interprete di Daniele Mastrogiacomo, e di Ramatullah Hanefi, responsabile della sicurezza di Emergency. Dal 20 marzo non si hanno più loro notizie".


Una vita umana vale molto. Non ci dovrebbero essere distinzioni di provenienza, notorietà, reddito, credenze e superstizioni. Ogni persona vale come un’altra.
Nella realtà dei fatti, spesso iniqua, si attribuisce valore a ciò che ci è vicino, noto, familiare.
Allora rendiamo noti questi volti, facciamo sì che i nomi di Adjmal e Rahmatullah vengano pronunciati, diventino familiari almeno quanto il nome di Daniele Mastrogiacomo.
E cominciamo a desiderare che stiano bene, che siano liberati al più presto. Che tornino a casa. Come Daniele, anche Rahmatullah Hanefi e Adjmal Nashkbandi.



Gino Strada lancia il suo appello tramite il sito di Beppe Grillo.
E peacereporter.net pubblica articoli dettagliati.
Da leggere, conoscere, divulgare. Perché chi può si attivi per salvare qualche vita in più.

La storia non è finita

Rahmatullah e Adjmal

La verità di Gino Strada

giovedì 22 marzo 2007

CONTRO LE MAFIE. NON SOLO A PRIMAVERA. NON SOLO IN SICILIA.

Foto simbolo della lotta alla mafia. Simbolo anche dell’inutile sacrificio di chi si oppone ai poteri forti. Perché questo sacrificio non sia davvero inutile, il primo passo è non dimenticare.
Ma non è sufficiente ricordare.
E’ necessario fare. Tutti un po’.
Basta silenzio, basta omertà. Basta connivenza silenziosa.


Qui si può leggere il testo dell’ultima intervista di Paolo Borsellino, poco prima dell’assassinio di Falcone, seguito dall’uccisione dello stesso Borsellino (e di altre persone, che per lavoro o per scelta si trovavano a loro vicine).


Ecco il video della stessa intervista


Una lezione di Paolo Borsellino a Bassano del Grappa, il 26 gennaio 1989:



Queste persone non sono eroi. Non sono più grandi nè più piccoli di noi.
Sono solo un po’ più onesti. Hanno fatto ciò che tutti dovremmo fare: il proprio dovere.
Forse dobbiamo qualcosa a loro e a noi stessi.

mercoledì 21 marzo 2007

MAFIA A PRIMAVERA



Mafia è un termine diffuso ormai a livello mondiale, con cui ci si riferisce ad una particolare tipologia di organizzazioni criminali. Le analisi moderne del fenomeno della mafia la considerano, prima ancora che una organizzazione criminale, una "organizzazione di potere": ciò evidenzia come la sua principale garanzia di esistenza non stia tanto nei proventi delle attività illegali, quanto nelle alleanze e collaborazioni con funzionari dello stato, in particolare politici, nonché del supporto di certi strati della popolazione.
Wikipedia .


Giornata memoria, migliaia in corteo
Nomi di 700 vittime scanditi da manifestanti a Polistena
(ANSA)-POLISTENA, 21 MAR - Sono migliaia le persone arrivate a Polistena per partecipare alla Giornata della memoria organizzata da Libera. I nomi di 700 vittime delle mafie vengono scanditi dai manifestanti.Lungo il percorso del corteo sono stati affissi manifesti con i nomi delle persone uccise dalla criminalita' organizzata.Imponente il servizio d'ordine di Polizia e Carabinieri. Il corteo si concludera' nella piazza di Polistena dove, dopo don Luigi Ciotti, interverranno le autorita'.
ANSA.it


Molti altri invece, come me, non potranno partecipare fisicamente.
Anche se lo vorrebbero, e condividono la lotta alla, pardon, alle mafie, con forza e convinzione.
Ma cosa possiamo fare? Parlare e far parlare del problema.
Non solo in astratto, con qualche link sparso qua e là … ma cercando di combattere ogni giorno l’omertà, che in generale è “l'atteggiamento di ostinato silenzio atto a non denunciare reati più o meno gravi di cui si viene direttamente, o indirettamente a conoscenza” ( Wikipedia ).
Non solo nei confronti di reati commessi in Sicilia. La “mafia” esiste ed è potente.
Non riguarda “solo” i cittadini del Sud Italia. E’ più vicina di quanto vogliamo immaginare.




lunedì 12 marzo 2007

ACQUA PUBBLICA vs. PRIVATA

Francesco G. mi ha segnalato questo geniale "controspot" degli Amici di Beppe Grillo di Napoli.

Lo ripropongo, ne vale la pena!




La campagna per la ripubblicizzazione dell'acqua è in corso!
E' davvero importante aderire.





giovedì 8 marzo 2007

UN ASSAGGIO DI GIORNALISMO

Sabato 3 marzo un giornalista ha partecipato in qualità di ospite alla trasmissione “Chetempochefa”.
Guarda il video

Un giornalista che è stato discepolo del grande Indro Montanelli.
Nel 1994 ha seguito Montanelli al giornale La Voce, che ha avuto breve vita (ma gloriosa!).
Ricordo che Montanelli lasciò “Il Giornale”, da lui stesso fondato, per sfuggire alle pressioni del proprio editore, che avrebbe richiesto una linea nettamente a favore della sua “discesa in campo” in politica.

Marco Travaglio è un giornalista che parla di fatti contrapposti alle opinioni (dei soliti politici, peraltro).
Che punta il dito contro l’informazione che non c’è, contro un giornalismo che non è tale ma è diventato una specie di “cane da compagnia della politica”, contro l’indulto, contro i cosiddetti “professionisti della politica”, … ma soprattutto che dice una cosa sacrosanta in merito.
Se è vero che la politica è anche l’arte del compromesso, però non tutto è trattabile. Ci sono comunque temi che non devono, non possono (non dovrebbero né potrebbero) mai finire sul tavolo. Dice: “non si può trattare sulla questione morale, non si può trattare sulla Costituzione, non si può trattare sulla giustizia, non si può trattare sulle libertà fondamentali o sui diritti fondamentali”.

E' un assaggio di cosa dovrebbe essere il giornalismo, una chicca piacevolissima di argomenti incontestabili.
Una parentesi respirabile.
Un inno all’onestà, intellettuale in primis.

Ecco alcune memorabili battute del grande Marco durante l’intervento da Fazio:

Io non conosco nessuno sano di mente che corre a casa la sera dicendo: “Oddio devo vedere il telegiornale perché voglio sapere cosa ha detto Pecoraro Scanio e cosa ha detto La Russa di quello che é successo oggi”.

Non si fa autogestire l’informazione politica dai politici. E’ troppo comodo.


Ho letto anche alcuni esponenti del centro-sinistra che dicevano inconsolabili: "Ma è possibile, Andreotti ci ha detto che votava a favore e ha votato contro".
Cioè, è incredibile che nel 2007 ci sia ancora qualcuno che prende sul serio la parola di Andreotti. Io lo trovo meraviglioso!


Eccone un "frammento":


Sito non ufficiale su Marco Travaglio

lunedì 5 marzo 2007

IMPRESE TITANICHE ...











mercoledì 28 febbraio 2007

UNA GOCCIA NEL MARE

Durante un incendio nella foresta, mentre tutti gli animali fuggivano, un colibrì volava in senso contrario con una goccia d’acqua nel becco.
“Cosa credi di fare!” gli chiese il leone.
“Vado a spegnere l’incendio!” rispose il piccolo volatile
“Con una goccia d’acqua?!?” disse il leone con un sogghigno di irrisione
Ed il colibrì, proseguendo il volo, rispose: “Io faccio la mia parte!


************


Sulla spiaggia, all’alba, un vecchio nota, lontano davanti a lui, un giovane che raccoglie delle stelle di mare e le ributta in acqua.
Incuriosito, lo raggiunge in fretta e gli chiede il perché di questo strano modo di fare.
Il ragazzo spiega che le stelle di mare, scaraventate dalle onde ed arenate in mezzo a tanta sabbia, sono destinate a morire se rimangono esposte al grande sole del mattino.
“Ma la spiaggia si estende per chilometri e chilometri, e di queste bestiole ce ne sono migliaia!” esclama il vecchio “Non vedo come puoi cambiare tutto!”
Il giovane allora guarda la stella di mare che tiene nel palmo della mano, poi la lancia nelle onde e gli risponde: “Per questa, ad ogni modo, cambia tutto”.


*********


“ …perché una società vada bene, si muova nel progresso, nell'esaltazione dei valori della famiglia, dello spirito, del bene, dell'amicizia, perché prosperi senza contrasti tra i vari consociati, per avviarsi serena nel cammino verso un domani migliore, basta che ognuno faccia il suo dovere …”
Giovanni Falcone

lunedì 19 febbraio 2007

PM10, BLOCCO DEL TRAFFICO E PEDALATE ECOLOGICHE


Domeniche senz’auto, blocchi parziali o “totali” della circolazione … non sono certamente queste le soluzioni al pressante problema (ormai cronico) che non riguarda solo le città, ma il nostro ambiente tutto.
Non è la riduzione del traffico in una giornata (festiva, per di più) che renderà la nostra aria più pulita, meglio respirabile e più sana.
Le cosiddette “pedalate ecologiche” organizzate in queste occasioni sono viste (forse non del tutto a torto) come delle farse. Non hanno un’utilità vera, non servono a risolvere nulla.
Forse è vero.

Il significato di tutto ciò sta non tanto nella soluzione concreta di un problema che probabilmente ha già raggiunto il punto di non ritorno, quanto piuttosto nel segnalare che qualcosa di diverso è possibile.
Se dopo una pedalata in compagnia, una camminata per le strade che solitamente si percorrono (a velocità variabile) a bordo di un mezzo a motore, solo una persona su 100 provasse il desiderio di ripetere l’esperienza, magari in un giorno feriale, magari durante la routine quotidiana, magari lasciando a casa per un giorno in più il proprio veicolo … sarebbe già un piccolo successo.
Qualcuno potrebbe provare il percorso casa-lavoro in bicicletta, e scoprire che non è poi così lungo, non è tanto faticoso e soprattutto non porta via troppo tempo.
Qualcuno potrebbe semplicemente trovare divertente pedalare in città la domenica.
Qualcun altro no.

Non importa.
Per parlare del problema, conoscerlo e affrontarlo servono anche iniziative che abbiano uno scopo dimostrativo.

Domenica 25 febbraio a Trento, con partenza alle 14.00 da Piazza Duomo, si svolgerà una di queste iniziative. Che ho contribuito a sostenere.
Mi piacerebbe sapere che è stata un successo, che molte persone si sono incontrate, che è stato divertente.

L’aria non sarà migliore, ma speriamo che l’atmosfera sia rilassata e sorridente!



Scarica il volantino!



Articolo su "Il Trentino" del 13 febbraio




venerdì 2 febbraio 2007

NESSUNO TOCCHI CAINO!

Poche settimane fa (26 dicembre 2006)
è stato ucciso “legalmente” un illustre colpevole.

Oggi il Parlamento Europeo ha approvato (finalmente?) una mozione a favore di una moratoria* “immediata e senza condizioni” della pena di morte (fonte: www.ansa.it).

E’ poco, è solo un debole segnale. Ma per una volta positivo.
Aspetto degno di nota, l’approvazione è avvenuta a larghissima maggioranza (591 sì – 45 no – 31 astenuti).

Un primo passo nella direzione giusta. A cui speriamo seguano molti altri, a ritmo di corsa. Per abolire la pena di morte non solo in Asia ed in Medio Oriente, ma anche (e soprattutto, non fosse altro che per dare prova di coerenza e civiltà, per una volta almeno) in Paesi sedicenti civili, democratici, liberi, di alta levatura morale quali sono gli Stati Uniti.

La situazione nel mondo:
88 Paesi hanno abolito la pena di morte (Italia, …).
22 Stati prevedono la pena di morte per reati “particolari”, come ad esempio quelli militari
29 Stati mantengono la pena di morte nel proprio ordinamento, ma non l’applicano da 10 anni (es. Marocco, Algeria, …)
69 Paesi infine prevedono la pena capitale e ne fanno uso (Cina, Arabia Saudita, Afghanistan, Stati Uniti, … )

Stiamo a vedere quali saranno gli effetti. Con un briciolo di fiducia.



* Moratoria: sospensione a tempo indeterminato, sancita da organismi internazionali, di attività che siano oggetto di controversia politica (http://www.demauroparavia.it/71651)


Contro la pena di morte (ce n'è ancora bisogno):
www.coalit.org
www.nessunotocchicaino.it
www.amnesty.it

giovedì 11 gennaio 2007

RIPUBBLICIZZAZIONE DELL’ACQUA

Nel 1992 l’acqua è stata declassata da “diritto” a “bisogno”.
Se ne è parlato un po’. Non abbastanza.
Un diritto è inalienabile, riguarda tutti, si riferisce a qualcosa di vitale, irrinunciabile.
L’accezione economica di “bisogno” esprime la “necessità o desiderio di un bene o di un servizio che, quando si accompagna a un adeguato potere d’acquisto, si traduce in domanda” (http://www.demauroparavia.it/14454).
E qui sta il nocciolo: quando l’acqua era un “diritto”, ciascuno aveva (almeno in teoria) la possibilità di reclamare la propria parte.
Da quando è ufficialmente stata definita “bisogno”, l’acqua è diventata una merce. Soggetta alle leggi di mercato. Chi non può permettersi di pagarla, non l’ottiene. Poco importa se per il mancato accesso all’acqua muoiono intere popolazioni.

http://www.acquabenecomune.org



E’ in corso la campagna di raccolta firme per la ripubblicizzazione dell’acqua in Italia.
Per riportare la gestione dei servizi e l’erogazione del bene in questione sotto il controllo pubblico.
Per fermare la privatizzazione!

Dal 13 gennaio, per 6 mesi, troveremo punti di raccolta firme per questa iniziativa.
Credo sia molto importante partecipare attivamente.

Scarica il testo della proposta di legge



martedì 26 dicembre 2006

NESSUNO TOCCHI CAINO?

Leggo su www.ansa.it che è stata confermata la pena di morte inflitta a Saddam Hussein.
Entro trenta giorni, ogni momento è buono.
Dettaglio: per impiccagione.

Non voglio discutere sulle modalità con le quali è stato celebrato il processo. Non voglio discutere sulla composizione della giuria, sulle evidenze, sulle motivazioni.
Non voglio nemmeno ricordare gli infiniti crimini di cui pare si sia macchiato, il numero delle persone morte per mano sua o per suo ordine, la dittatura …

Non posso dimenticare l’intervento armato unilaterale in Iraq (senza l’avvallo dell’ONU) per “esportare” la nostra imperfetta democrazia, per estendere ad altri popoli i diritti civili di cui noi fortunati godiamo, per donare la libertà che noi ben conosciamo.

I messaggi verbali sono importanti, ma sanno essere efficaci se risultano coerenti con il contesto in cui sono calati.
Come pensiamo che possano essere credibili i principi cardine della democrazia e della civiltà di cui tanto ci vantiamo, se dimostriamo di non saper rispettare nemmeno il diritto alla vita, che sopra ogni altro dovrebbe essere considerato inviolabile?
Come pensiamo di poter parlare di pace, di libertà, di tolleranza, di legalità, di stato di diritto, di diritti umani, se consideriamo accettabile la pena di morte?

Per inciso, diversi studi hanno dimostrato in modo estremamente convincente che la pena di morte NON è un deterrente: nei paesi in cui tale pena è prevista dall’ordinamento i reati non sono meno frequenti, né meno gravi di quelli perpetrati in Paesi in cui la pena di morte non è applicabile.
La certezza, non la pesantezza, della pena è importante per prevenire l’illegalità.

Uccidere qualcuno, per quanto gravi siano i reati di cui si è reso responsabile, non è segno di maturità e di civiltà.
Trattare un criminale come questi ha agito nei confronti delle proprie vittime è insensato.

Un’altra dimostrazione del fatto che questo nostro Mondo troppo spesso va alla rovescia.

Contro la pena di morte:
www.coalit.org
www.nessunotocchicaino.it
www.amnesty.it

giovedì 21 dicembre 2006

FESTE BUONE

Come ogni anno a Natale ci scambiamo auguri e buoni propositi.
Ogni anno le stesse parole.

Sarebbe bello se non fosse solo retorica, se davvero da oggi ognuno di noi volesse costruire qualcosa di nuovo, di importante, di migliore, di giusto.

Ogni anno per Natale ci scambiamo regali di ogni tipo e valore.
E mentre anneghiamo nel superfluo, non lontano da noi ci sono persone che non sono sicure di sopravvivere fino a domani. Semplicemente non hanno il necessario.

Un po’ di responsabilità l’abbiamo anche noi.

Buone Feste, auguri di cuore!


domenica 17 dicembre 2006

CONCLUSIONI AFFRETTATE

Diversi giorni fa sento alla radio la notizia di una famiglia sterminata. Sento che il responsabile è il marito, padre e genero nonché vicino di casa delle varie vittime. Dicono anche che l’ “assassino” in questione era appena uscito dal carcere fruendo dell’indulto. Mi pare fosse stato condannato per rapina e spaccio, …

Penso che come al solito al fatto (un pluriomicidio) vengono aggiunte illazioni, che però appaiono a tutti gli effetti come “vere”.
Non ho dato peso alla cosa. Ci sono abituata, attendo sempre eventuali correzioni o smentite. Probabilmente se ne parlerà ancora.
E infatti …

Al di là del fatto in sé, trovo interessante ripercorrere, anche se in modo un po’ disordinato e discontinuo, l’iter seguito da questa notizia.

11 dicembre 2006.

http://www.panorama.it - 11.12.2006.
Il “TITOLONE”: Uccide tre donne e il figlio. Era fuori per l'indulto
Un estratto dell’articolo: Il tunisino, che ha precedenti per spaccio e rapina, era uscito dal carcere l'estate scorsa, usufruendo dell'indulto.Fatto, questo, che ha aggiunto indignazione allo sgomento e all'orrore con cui gli abitanti di Erba hanno appreso del massacro nella vecchia palazzina di via Diaz.

http://www.repubblica.it – 11.12.2006
Il “TITOLONE”: Como, uccide quattro persone e poi incendia la casa
Un estratto dell’articolo: COMO - Orrore, sangue e fiamme in una vecchia casa ristrutturata del centro di Erba, nella Brianza settentrionale. Quattro morti, tra cui un bimbo di due anni, e un ferito grave per la furia omicida di un giovane pregiudicato tunisino. L'uomo, Abdel Fami Marzouk, 25 anni, uscito pochi mesi fa dal carcere (sembra grazie all'indulto) è ricercato per la strage.

Perchè tanta bestialità? Si sa, per ora, che più volte c'erano state violente liti in quella famiglia, liti provocate dall'aggressività dell'uomo, pregiudicato per spaccio e rapina. Un balordo alla cui vita tra libertà e carcere si era unita quella di xyz, ragazza di buona famiglia.

12 dicembre 2006.

http://www.rai.it – 12.11.2006
Il “TITOLO”: Cronaca. Svolta nella strage di Erba: il suocero di Marzouk lo scagiona
Un estratto dell’articolo: XXXX non è l'autore della strage avvenuta ieri sera a Erba in provincia di Como, in cui hanno perso la vita la moglie, il figlio di due anni, la suocera e una vicina di casa. Secondo quanto si e' appreso questa mattina, il 25enne tunisino, dopo essere uscito dal carcere in luglio grazie all'indulto, è tornato nel suo Paese d'origine.

http://www.repubblica.it – 12.11.2006 18.19
Il "TITOLO": STRAGE ERBA: SUPERSTITE STAZIONARIO MA ANCORA GRAVE
Un estratto dell’articolo: Frigerio e' l'unico che puo' raccontare cosa davvero e' accaduto ieri sera in quel bilocale al primo piano della vecchia cascina ristrutturata di via Diaz e gli inquirenti fremono per poter sentire la sua versione, mentre in serata dovrebbe arrivare da Tunisi il 25enne tunisino inizialmente sospettato di essere l'autore del massacro.

13 dicembre 2006
http://www.ansa.it - 13.12.2006
Il TITOLO: STRAGE IN BRIANZA, AZOUZ: 'SIAMO DIVENTATI ANIMALI'
Un estratto dell'articolo: ERBA (COMO) - "Che cosa ho immaginato? Non ho immaginato niente, perché non ho nessun nemico. Io non ho paura di nessuno". Azouz Marzouk, il 26enne tunisino che ha perso moglie e figlio nella strage di Erba (dove sono state brutalmente assassinate anche la suocera ed una vicina di casa), si è fermato brevemente a parlare davanti all'abitazione del fratello Fami, dove ha trascorso la notte.

E naturalmente il numero degli articoli che si trovano in Internet sull’argomento diminuisce mano a mano che si scopre che non è più possibile accusare un cittadino straniero (tunisino), che per di più è uscito dal carcere da poco, di un atto che rimane comunque di una crudeltà inconcepibile.

Non voglio in nessun modo entrare nel merito del “fatto” in sé.
Magari domani scopriamo che davvero l’autore della strage è il primo sospettato, o forse no.
Quello che ogni giorno mi indigna è la forma con la quale vengono confezionate le notizie. Poco importa se il contenuto è veritiero. L’importante è che si attiri l’attenzione del pubblico.
Non mi piace.

martedì 5 dicembre 2006

SOLIDARIETA' SOCIALE E MUTUO AIUTO - NON SOLO "COPPIE DI FATTO"

Titolone: "APPROVATA A PADOVA LA PRIMA ANAGRAFE DELLE COPPIE DI FATTO"
ANSA - 2006-12-05 09:33


PACS – Patti Civili di Solidarietà.
Si definiscono unioni civili tutte quelle forme di convivenza fra due persone, legate da vincoli affettivi ed economici, che non accedono volontariamente all'istituto giuridico del matrimonio, o che sono impossibilitate a contrarlo, alle quali gli ordinamenti giuridici abbiano dato rilevanza o alle quali abbiano riconosciuto uno status giuridico.
Si parla di unioni al di fuori del “matrimonio”, di “matrimoni tra persone omosessuali” (non mi piace l’etichetta “matrimonio gay” – non mi piacciono le etichette).

Leggiamo che questa sarebbe la prima forma di riconoscimento giuridico delle unioni omosessuali.
L’unico modo per rendere tali unioni “pubbliche”, per estendere alle coppie omosessuali una parte dei diritti tradizionalmente riservati ai consanguinei o ai coniugi.
Tra questi ci sono la possibilità di assistere il proprio caro in ospedale e di essere informati dai sanitari sul suo stato di salute, la possibilità di disporre del proprio patrimonio per lasciarlo in eredità alla persona scelta, …

Sentiamo anche dire che il PACS è uno “strumento” che può essere utilizzato anche da persone di sesso diverso che desiderino un’unione più “leggera” del tradizionale matrimonio.
Su questo non sono d’accordo.
Perché “codificare” un’unione che è già prevista con modi e forme diverse? Esiste il matrimonio.
Istituzione discutibile, se vogliamo, ma c’é.
Non credo in forme più o meno vincolanti di contratto. O si stipula, oppure non lo si fa.
Il matrimonio assume rilevanza per lo più in caso di “disgrazia”. A pensarci bene, fa la differenza solo quando ci si confronta con malattia, morte o separazioni.
Finché un rapporto è positivo, basato su sentimenti genuini e sul reciproco accordo, a ben poco serve una firma su un pezzo di carta. Un po’ come per tutti i contratti, in definitiva.

Di cosa si sente il bisogno in realtà?
Viviamo a contatto con persone sempre più sole. Non è più presente come un tempo il concetto di “famiglia allargata”, di solidarietà come quella che si trovava nei piccoli paesi (nel bene e nel male).
E’ attuale un mondo in cui le persone non sentono l’ “obbligo” sociale di sposarsi.

La necessità, oltre al desiderio, di avere accanto nei momenti importanti della vita una persona da noi scelta, sono reali. Qualcuno che possa assisterci se siamo a casa malati, accedere liberamente alla nostra stanza di ospedale, una persona di cui ci fidiamo, che non è necessariamente un parente.

Perché discutere tanto su “unioni gay”, “unioni di fatto”, e tante altre etichette che non dicono nulla?Perché non pensare invece al PACS come ad una forma di scelta di una persona di cui occuparci se ce ne sia il bisogno, di una persona che in caso di necessità possa prendersi cura di noi?
Senza indagare sulla natura del rapporto tra queste persone?
Perché non permettere che un amico o un’amica possano avere diritto di assisterci se stiamo male?